Lo sviluppo di una rete di relazioni umane e professionali è il valore aggiunto della consulenza di Reti.
Per questo nasce un “Un Caffè con…” .
“Un caffè con…”: conversazioni aperte e informali, dinanzi ad un caffè e ad un buon ciambellone, con un ospite prestigioso e 20 invitati.
Come sempre, l’incontro comincia alle 8.30 del mattino (in punto!). Si apre con uno speech di 15-20 minuti di un ospite proveniente dal mondo delle istituzioni, della politica, del giornalismo, dell’accademia, dell’impresa; successivamente i partecipanti condividono brevi domande, spunti di riflessione e di analisi, cui l’ospite replica. Alle 9.30, con analoga ferrea puntualità, ci si saluta. Magari non sempre con le idee più chiare, ma (questo è garantito) avendo partecipato ad una discussione interessante e stimolante con interlocutori di livello.
Mercoledì 18 gennaio p.v. sarà nostro ospite Emma Bonino. Si parlerà di liberalizzazioni e Europa.
Vuoi seguire la diretta e fare delle domande? Cercaci su twitter: #caffecon
E’ nato anche il gruppo “Un caffè con…” su linkedin, ti aspettiamo.
Il governo va avanti: privo di credibilità, di solidità politica, di visione e costrutto. A dispetto degli ‘attacchi della magistratura’, delle imboscate parlamentari, delle cadute della maggioranza, delle degenerazioni della piazza, Berlusconi resta perché a lui “non c’è alternativa”.
È resistenza più che stabilità. E Berlusconi resiste: ai mercati, a Confindustria, alla Chiesa, alle invero velleitarie offensive delle opposizioni. Persino ai sondaggi. Resiste ma non agisce. All’inazione politica, d’altronde, il paese è abituato.
Il dopo Berlusconi è già cominciato. Ma questo ‘dopo’ cosa ci riserverà?
Ne discutiamo domani con Antonio Polito dalle ore 8:30 a Reti.
In diretta anche su Twitter #caffecon .
Sono due i contendenti per la berluskoska: Lucio da Madrid e Francesca da Roma. Nessuno dei due si accontenta dell’amatoska, della dalemioska e della ciampioska… Tutti e due vogliono vincere facile… ma chi la spunterà? … il twitt più ritwittato o semplicemente il più simpatico:
Comunque cari follower di #bbpg state tranquilli i premi sono ancora molti… basta solo un vostro twitt ed il gioco è fatto:
1° premio: Berluskoska
2° premio: naso e baffi finti utilizzati da Velardi per i 60 anni di D’Alema
3°-4°-5° premio il trittico
Diciamo che è cominciato in Tunisia, e poi in Egitto e in Libia, Siria e pure in Iran. Quindi da noi, con i pastori di Cagliari, i tartassati di Equitalia, i silenti dell’Inps, i quorumisti del più imprevedibile, e dunque irriverente, risultato referendario dell’era secondo-repubblicana. Cambiamenti sostanziali, ma di che? Di regime, di prospettiva, di potere?
Diciamo che a cambiare è il ‘chi’ (detiene il potere), il ‘come’ (si esercita il potere), il ‘perché’ (si ambisce a conquistare il potere).
Il potere è di chi decide. E chi decide oggi in Italia? L’Onu, il G8, il Fondo monetario, i mercati, il Parlamento nazionale, le Istituzioni europee, gli enti locali, la Chiesa, le organizzazioni criminali, le multinazionali? O Berlusconi?
L’Italia è il Paese con la più alta penetrazione di social network: siamo in 20 milioni su Facebook. Meno su Twitter, ma ci fionderemo presto pure lì. Sono quelli – Facebook e Twitter – i nuovi luoghi delle decisione?
Le ultime amministrative sono state una sorpresa: perdono i partiti, gli establishment, le organizzazioni complesse. Vince la mobilitazione spontanea, la partecipazione motivata da un bisogno di cambiamento riposto (talora ingenuamente) verso quello che, formalmente almeno, è apparso il più ‘altro’ – anzi, il più ‘oltre’ dell’offerta elettorale.
Ecco, oltre: è lì che vogliamo essere. Oltre la schizofrenica inerzia dell’ultimo ventennio di “transizione”; oltre la paura, l’immobilità, la deprimente arroganza degli establishment auto-conservativi.
Vogliamo essere lì dove già l’oltre è: nelle reti della politica vera, quella connessa alla realtà, non ostile al sovvertimento delle mappe mentali. Vogliamo essere nelle reti della creatività che crea, che guarda fuori di sé, che non si parla addosso, che non si auto-celebra. Nelle reti delle imprese visionarie e coraggiose, nei network di chi fa ricerca e innovazione - all’università, nella pubblica amministrazione, nel business - per costruirlo, l’oltre, non limitarsi a declamarlo, come diritto retorico acquisto.
Vogliamo essere oltre le zavorre – non solo ideologiche - da cui ci siamo lasciati tenere a terra (troppo a lungo, ormai). Ed oltre anche i topos fisico-residenziali della vita politica, mediatica, civile nazionale. Insomma, Bye Bye Palazzo Grazioli.
Lo diciamo con (auto)-ironia ed entusiasmo. Lo diciamo insieme ai tanti con cui abbiamo incrociato il cammino nei nostri primi dieci anni; e lo diciamo con i nuovi amici che, come noi, la strada dell’oltre, hanno già deciso di imboccarla.
Lo diciamo con tutti voi. Lo diciamo con il Bye Bye Palazzo Grazioli Twitter Party, il 30 giugno sulla Terrazza Reti. E su twitter lo diciamo così: #bbpg
La riforma del Titolo V della Costituzione e il federalismo fiscale hanno cambiato in modo sostanziale l’attività di lobby e di rappresentanza degli interessi, in particolare, su quelle materie in cui legiferano direttamente le Regioni, le Province e i Comuni: i veri fulcri del policy making italiano. E’ per questo motivo che l’ormai consueto appuntamento di “Un caffè con…” non prevede solamente interlocutori nazionali ma anche decision maker locali. Domani, martedì 3 maggio alle ore 09:00 a Reti, infatti, sarà nostro ospite Luca Malcotti, Assessore alle Infrastrutture e Lavori pubblici della Regione Lazio. Come in occasione dei passati Caffè, l’incontro è su invito personale ma sarà possibile seguire l’incontro su twitter seguendo l’hashtag #uncaffècon. Inviaci pure tue considerazione, domande e spunti che poi gireremo direttamente al diretto interessato.
















