Nel 2006 UniCredit ha dato il via a un’iniziativa in Italia e in Germania tesa ad approfondire la conoscenza delle persone che rappresentano il target del Private Banking per valutare come la crisi possa cambiare l’atteggiamento di chi possiede grandi patrimoni. Questa iniziativa strutturata in due studi indipendenti, sia di tipo qualitativo che di tipo quantitativo, ha fornito numerosi spunti di riflessione che hanno portato al lancio, nel 2010 di uno studio europeo coordinato e di ampio respiro. Quattro primari istituti di ricerca in Germania, Italia, Polonia e Austria hanno ascoltato e intervistato a lungo più di 100 persone appartenenti al segmento Private, focalizzandosi su temi di vita quotidiana e sul loro approccio alle tematiche finanziarie. È nata così un’analisi approfondita con un importante focus a livello nazionale e con un’analisi comparativa transnazionale delle persone facoltose residenti in tali Paesi.
I risultati sul mercato italiano del Private Banking sono stati presentati oggi da Monica Fabris, Presidente Gpf, a Milano presso la sede di Unicredit Private Banking in occasione della conferenza stampa “Dagli stereotipi alla realtà: i clienti private dopo la crisi”. La ricerca, presentata all’attenzione dell’amministratore delegato di Unicredit Private Banking Dario Prunotto e di Andreas Woelfer, Head of Private Banking di Unicredit Group, ha evidenziato come i “benestanti” italiani siano meno edonisti e più attenti alla famiglia e alla società, non attendono più miracoli dalla finanza ma vogliono investimenti “sostenibili”. Sempre secondo gli studi di Gpf, in Italia, esistono 5 nuove “antropologie” private: il borghese consolidato, il manager metropolitano, il liberale intellettuale, il benestante emergente, il piccolo e medio imprenditore, il borghese medio. Secondo Monica Fabris il filo rosso che accomuna questi nuovi attori è la consapevolezza del proprio ruolo nella società, il senso di appartenenza a un “tutto” più grande e il riconoscimento delle responsabilità che derivano dal proprio status di elite.
Seguire i convegni con twitter…
Sono seduto sulla mia scrivania a Roma ma grazie a twitter sto seguendo l’evento 3SC: Ieri, Oggi e Domani. Trent’anni di studi sulla società italiana. Ricordando Giampaolo Fabris che si sta svolgendo a Milano presso la casa dell’Energia. Molti gli spunti interessanti. Chi vuole seguire gli interventi di Monica Fabris, Mario Abis, Guido Barilla, Marilena Colussi, Vito Gamberale, Mauro Moretti, Marco Testa e Claudio Velardi può seguire l’hastag #3sc su twitter. Il resoconto di tutto l’incontro, video, interviste e foto sarà possibilie vederli sul nostro blog www.galassiareti.com.
Axa: bassa fiducia nelle assicurazioni
L’intervista di Monica Fabris su Italia Oggi
Assicurazioni, per due italiani su tre rendono la vita più tranquilla
Roma, 12 ott. (Adnkronos) – Una buona assicurazione rende la vita piu’ tranquilla. Ne sono convinti due italiani su tre. E’ quanto emerge dallo studio sulla percezione ed il vissuto degli italiani presentato dal presidente di Gpf, Monica Fabris, svolto per l’Italian Axa forum 2010. Decisiva risulta la relazione con l’intermediario fisico , se e’ vero che il 43% dichiara che cio’ che conta e’ la persona che offre l’assicurazione, non il nome della compagnia, contro il 35% del 2008.
Se da una parte cresce l’importanza della dimensione relazionale con l’assicuratore, dall’altra rimane bassa invece la fiducia nei confronti delle assicurazioni come istituzioni : dal 2008 ad oggi e’ aumentata in Italia di 4 punti la percentuale di chi non si fida delle istituzioni finanziarie (74% contro il 70% del 2008) ed il 71% del campione si dichiara scettico nei confronti delle assicurazioni.
Ulteriore contrasto emerge se si analizza la consapevolezza dei bisogni di protezione. Gli italiani sono piu’ convinti della necessita’ di assicurarsi : ben il 65% condivide l’assunto che la vita sia piu’ tranquilla con una buona assicurazione, contro il 58% del 2009 e il 52% del 2008, per quanto la fiducia risulti ancora relativamente contenuta: il 55,2% dichiara di avere almeno un’altra polizza oltre all’rc auto/moto, contro il 52,5% dello scorso anno.
”Dal dibattito e’ emerso come la relazione anche personale con il cliente sia fondamentale per ricostruire un primo livello di fiducia”, afferma l’amministratore delegato di Axa assicurazioni, Andrea Rossi. Un traguardo reso possibile da una serie di impegni reali nei quali occorre una sana concorrenza ‘al rialzo’ tra operatori : la qualita’ del servizio, l’esserci veramente quando serve, la ‘vicinanza’ nei tempi, nei modi e nei linguaggi.
Come gruppo Axa, sottolinea l’ad, ”siamo orgogliosi di essere tra i ‘fair competitor’ in questa gara al rialzo. Ad esempio, sia Axa Assicurazioni che Axa Mps hanno lanciato una carta degli impegni con la quale si impegnano a pagare per eventuali ritardi o imperfezioni su tempi di interazione con il cliente”.
Le assicurazioni, spiega l’amministratore delegato di Axa Mps, Fre’de’ric de Courtois, ”non hanno generato la crisi globale, ma continuiamo come settore a non essere percepiti come un volano di sviluppo e come pilastro del welfare globale. Noi siamo un pezzo del nuovo welfare e proprio a partire da questa fase di incertezza potremo contribuire a ridisegnare il nostro ruolo. E’ anche nostra responsabilita’ far capire che e’ meglio per un paese avere un settore assicurativo su cui aver fiducia, forte, efficace, trasparente e amato che debole e disprezzato”.
Accanto ai dati sul vissuto degli italiani ci sono i risultati di uno studio svolto da Luigi Guiso, professore presso l’Istituto universitario europeo ed Eief, sul legame intrinseco tra il tema della fiducia e la natura stessa del business assicurativo. Una delle ragioni alla base del gap di fiducia va rintracciato nella natura intrinseca delle assicurazioni, che si basa su una promessa di denaro, mantenuta solo al verificarsi di un determinato rischio, a fronte di un esborso certo di denaro da parte del cliente, che ben si riassume nel concetto ‘incasso oggi i premi per pagare, forse, domani il sinistro’.
Il settore assicurativo appare piu’ di altri soggetto a ‘contagi’ reputazionali provenienti tanto dall’interno del comparto che dall’esterno da comparti affini. In una dimensione interna soffre degli effetti negativi di contagio per i comportamenti distorti anche di pochi nella fase della realizzazione della promessa e dei ‘fatti’. In una logica esterna soffre di un ‘effetto contagio’ dei comportamenti distorti da parte di altri comparti della finanza, come evidenziato dalla crisi.
Dalle analisi presentate emerge come cruciale una presa di responsabilita’ da parte del comparto assicurativo sul tema della fiducia. Dall’Italian Axa forum emergono alcuni primi spunti di proposta attraverso tre principali aree di intervento: una fair competition in una gara al rialzo dei servizi che gli assicuratori forniscono ai clienti; partendo dal credito di ‘fiducia relazionale’ verso la persona fisica dell’assicuratore, rafforzare parallelamente la fiducia verso l’assicurazione quale istituzione: e’ responsabilita’ del settore farsi meglio conoscere e percepire nel suo ruolo, anche dal mondo politico, attraverso un dialogo e un’azione forte e anche prevedendo anche iniziative autoregolamentari per favorire un miglioramento della reputazione e comportamenti corretti da parte di tutti; investire nella fiducia futura e sulle nuove generazioni, per colmare i gap della scarsa consapevolezza da parte dei consumatori dei nuovi bisogni di protezione: occorre ripensare a nuovi schemi di partnership pubblico privato, a partire dall’educazione delle nuove generazioni ai rischi di una societa’ in mutamento.
Venerdì 15 ottobre Monica Fabris parteciperà alla tavola rotonda 3SC: Ieri, Oggi e Domani. Trent’anni di studi sulla società italiana. Ricordando Giampaolo Fabris.
Ferpi ricorda Giampaolo Fabris
Ferpi, con un bellissimo articolo dell’amico Giancarlo Panico, ricorda Giampaolo Fabris a cinque mesi dalla sua scomparsa .
Gpf, l’istituto di ricerca da lui fondato, lo ricorderà, invece, ripercorrendo il suo pensiero e l’ambito che più di tutti ha costituito la passione della sua vita: il Monitor 3sc, la ricerca longitudinale su valori e comportamenti degli italiani condotta ormai da più di trent’anni.
Per decenni il Monitor 3sc, analizzando lo scenario di lettura e prevedendo il cambiamento, ha costituito una bussola di orientamento fondamentale per imprese e istituzioni. Rendere omaggio, con questo evento, a Giampaolo Fabris significa prima di tutto mantenerne vivo lo spirito inquieto della ricerca e continuarlo ad applicare all’incalzante trasformazione della società e alle sfide che essa pone.
L’appuntamento è venerdì 15 ottobre alle ore 9:30 presso la Casa dell’Energia, Piazza Po 3, Milano per la tavola rotonda 3SC: Ieri, Oggi e Domani. Trent’anni di studi sulla società italiana
All’incontro, che sarà moderato da Dario Di Vico giornalista del Corriere della Sera, parteciperanno: Mario Abis di Makno, Guido Barilla Presidente Barilla G. e R. F.lli S.p.A., Marilena Colussi Responsabile food & GDO Gpf SpA , Camillo De Berardinis Amministratore Delegato Conad, Monica Fabris Presidente Gpf SpA , Vito Gamberale Amministratore Delegato F2i Fondi Italiani per le infrastrutture SGR SpA , Mauro Moretti Amministratore Delegato Ferrovie dello Stato , Marco Testa Presidente Armando Testa SpA , Claudio Velardi Partner Reti SpA.












