Le donne: il motore trainante dell’economia

On 2 febbraio 2011, in Eventi, by Stefano Ragugini

Oggi a Milano alle ore 18:15 presso l’UNA Hotel Tocq, Via A. De Tocqueville, 7/D ci sarà il convegno “Le donne: il motore trainante dell’economia”  organizzato dalla scuola Shenker.Durante il seminario si parlerà della crescita del lavoro femminile  come  uno dei fattori protagonisti del nostro secolo. Non si parla più di parità di genere solo in termini di equità sociale ma anche come fondamentale strumento di sviluppo economico. E’ previsto un intervento registrato di Monica Fabris , Presidente Gpf, della durata di 40’.

Il programma

Lezione di Monica Fabris, Presidente Istituto di Ricerca GPF

Intervista a Francesca Patellani, Partner, Accenture

Anna Zattoni, HR Manager Technology, Vodafone Italia

Introducono Barbara Santoro, Presidente Gruppo Shenker

Roberto Panzarani, Presidente Studio Panzarani & AssociatesSeguirà cocktail

Per confermare la propria   partecipazione  è necessario registrarsi scrivendo

corporate@shenker.com




iPad e tu come lo usi?

On 24 gennaio 2011, in GPF, Senza categoria, by Stefano Ragugini

Monica Fabris, Presidente di Gpf, in un’ intervista rilasciata a l’Espresso, afferma che l’iPad rappresenta “… un ulteriore passo verso la personalizzazione e l’umanizzazione della tecnologia”. Questa  affermazione è confermata dalle ricerche effettuate da Gpf secondo cui, gli acquirenti  dell’iPad, lo usano principalmente per: navigare, leggere libri, vedere video e giocare. Sempre secondo i dati raccolti dall’istituto fondato da Giampaolo Fabris, gli utenti iPad sono persone a cui piacciono le cose belle, sono interessati al design, hanno buone disponibilità economiche e  utilizzano molto di meno il pc portatile.  Per Monica siamo “nell’ incubazione di un fenomeno che porterà lontano”.  Qualche esempio? A Londra i musicisti di strada suonano con l’iPad, a Mosca è nato il gruppo iPad orchestra, ma viene utilizzato anche nell’arte, nella fotografia, nel marketing, nella medicina e in USA, gli iPad, iniziano a sostituire anche i primi libri… “la tecnologia sta entrando    in nuovi ambiti della vita grazie a strumenti come l’iPad”. Il motivo? Pe Monica è semplice:  “allargano lo spazio personale introducendovi una nuova dimensione”.

L’iPad è stato  studio di molte ricerche condotte da Gpf che hanno portato alla redazione, da paerte del blog Anteprima,  di alcuni articoli molto interessanti:

L’iPad, questo (s)conosciuto?

L’iPad come la TV: una cornice rassicurante

Uno, nessuno e centomila: dall’iPad un rilancio dell’intero comparto media

Nebulizzazione dei contenuti, smaterializzazione dei devices


Monica Fabris, sul mensile Investire, parla dei risultati di una ricerca fatta dall’istituto di ricerca da lei presieduto Gpf,  per  Unicredit Private Banking. Secondo la ricerca i “benestanti” italiani sono meno edonisti e più attenti alla famiglia e alla società, non attendono più miracoli dalla finanza ma  vogliono investimenti “sostenibili”.  Per loro il patrimonio è vissuto come un obiettivo dinamico da rinnovare ogni giorno e non come uno scrigno da proteggere: minimalismo, sobrietà e quotidianità sembrano  essere le nuove direttrici dello stile di vita dei “nuovi ricchi”.

Nell’articolo si analizza il Private Banking in rapporto all’abbigliamento, alle automobili, alla casa, all’arredamento, all’arte, ai meda, allo sport, al tempo libero e  ai viaggi. I risultasti? Il look conta sempre ma non sono troppo importanti le  marche, i SUV tedeschi sono le macchine preferite ma con un occhio attento anche alle utilitarie e alle bici, le case rappresenteranno sempre più un investimento emotivo (meglio se con giardino) come la cultura. Per staccare dalla quotidianità? Spa, viaggi, golf, vela e cavalli e per essere informati: giornale in mano e iPhone in tasca.

Stili & passioni dei clienti top

Una nuova cultura della ricchezza – Anteprima

La crisi ha cambiato i desideri dei “Paperoni”

Tagged with:  
Tagged with:  

Anteprima, frutto del know-how di tutte le società del gruppo Reti, è uno strumento di consulenza strategica che nasce da un obiettivo ambizioso: prevedere i mutamenti d’orizzonte a medio termine per i consumatori, per le aziende, per le collettività e per le istituzioni. Superando il tradizionale approccio delle ricerche di mercato e di scenario, Anteprima ribalta le dinamiche della consulenza: non attende di conoscere gli orientamenti e le esigenze del cliente, ma spiega, in anteprima, “come” e “quali” modifiche del reale si propagheranno nel prossimo futuro, fornendo, così, gli strumenti per comprendere il cambiamento di sistema.

Giunta alle soglie della sua terza release, che sarà dedica alle smart grids, Anteprima si dota oggi di un blog per interagire quotidianamente con i suoi interlocutori. Non una semplice vetrina del lavoro e delle riflessioni svolte quotidianamente dal suo team, ma qualcosa di più: una piattaforma di discussione sui temi della contemporaneità, ai quali Anteprima guarda con attenzione e interesse costanti. Un punto di incontro e confronto per opinion leader, addetti ai lavori o “semplici” curiosi che vogliono raccogliere la scommessa di Anteprima: scattare la fotografia in continuo divenire del nostro presente per provare a comprendere quali elementi del nostro presente saranno determinanti per definire il futuro prossimo.

Con il ricorso a una metodologia cross-informativa, Anteprima integra e rende accessibili, non solo le banche dati dei due istituti di ricerca del Gruppo RetiGpf e Makno – ma anche i dati dell’osservatorio privilegiato di Reti e Running e un campione strutturato di fonti eterogenee e di segnali deboli provenienti dal web e dai social media. Numerose ed eterogenee le fonti: 6000 interviste face to face (divise in tre scenari: socio-culturale, media, ICT), 100 focus group, migliaia di segnali deboli rilevati in tutto il mondo attraverso una rete di 25 urbanwatchers, 20 ricerche ad hoc sui temi della comunicazione e analisi dettagliata e continuativa di atti parlamentari, di governo e dei regolatori italiani e europei.

Frutto di un lavoro di intelligenza collettiva, Anteprima è sviluppata da un team composto da professionisti della ricerca e della comunicazione: sociologi, statistici, psicologi, semiotici, spin doctor e lobbisti, operanti nelle aziende del gruppo coinvolte nel progetto. La supervisione del progetto Anteprima è affidata a Monica Fabris, Presidente di Gpf e Massimo Micucci, Presidente di Reti.

Questa settimana la redazione di Anteprima ha focalizzato la propria attenzione sull’iPad e i bamboccioni:

E’ finita l’epoca dei bamboccioni di Monica Fabris

Uno, nessuno e centomila: dall’iPad un rilancio dell’intero comparto media di Valeria Chiappini

Buona lettura

3SC Ieri oggi e domani… e il servizio su Rai3 Lombardia

On 19 ottobre 2010, in Eventi, by Stefano Ragugini

Tg3 Lombardia, a termine della tavola rotonda “3SC Ieri oggi e domani. Ricordando Giampaolo Fabris” ha intervistato Monica Fabris, Presidente Gpf e Marilena Colussi, Senior Consultant Gpf.

Nel 2006 UniCredit ha dato il via a un’iniziativa in Italia e in Germania tesa ad approfondire la conoscenza delle persone che rappresentano il target del Private Banking per valutare come la crisi possa cambiare l’atteggiamento di chi possiede grandi patrimoni. Questa iniziativa strutturata in due studi indipendenti, sia di tipo qualitativo che di tipo quantitativo, ha fornito numerosi spunti di riflessione che hanno portato al lancio, nel 2010 di uno studio europeo coordinato e di ampio respiro. Quattro primari istituti di ricerca in Germania, Italia, Polonia e Austria hanno ascoltato e intervistato a lungo più di 100 persone appartenenti al segmento Private, focalizzandosi su temi di vita quotidiana e sul loro approccio alle tematiche finanziarie. È nata così un’analisi approfondita con un importante focus a livello nazionale e con un’analisi comparativa transnazionale delle persone facoltose residenti in tali Paesi.

I risultati sul mercato italiano del Private Banking sono stati presentati oggi da Monica Fabris, Presidente Gpf, a Milano presso la sede di Unicredit Private Banking in occasione della conferenza stampa “Dagli stereotipi alla realtà: i clienti private dopo la crisi”. La ricerca, presentata all’attenzione  dell’amministratore delegato di Unicredit Private Banking Dario Prunotto e di Andreas Woelfer, Head of Private Banking di Unicredit Group, ha evidenziato come i “benestanti” italiani siano meno edonisti e più attenti alla famiglia e alla società, non attendono più miracoli dalla finanza ma  vogliono investimenti “sostenibili”.  Sempre secondo gli studi di Gpf, in Italia,  esistono 5 nuove “antropologie” private: il borghese consolidato, il manager metropolitano, il liberale intellettuale, il benestante emergente, il piccolo e medio imprenditore, il borghese medio. Secondo Monica Fabris il filo rosso che accomuna questi nuovi attori è la consapevolezza del proprio ruolo nella società, il senso di appartenenza a un “tutto” più grande e il riconoscimento delle responsabilità che derivano dal proprio status di elite.


Seguire i convegni con twitter…

On 15 ottobre 2010, in Senza categoria, by Stefano Ragugini

Sono seduto sulla mia scrivania a Roma ma grazie a twitter sto seguendo l’evento 3SC: Ieri, Oggi e Domani. Trent’anni di studi sulla società italiana. Ricordando Giampaolo Fabris che si sta svolgendo a Milano presso la casa dell’Energia. Molti gli spunti interessanti. Chi vuole seguire gli interventi di Monica Fabris, Mario Abis, Guido Barilla, Marilena Colussi, Vito Gamberale, Mauro Moretti, Marco Testa e Claudio Velardi può seguire l’hastag #3sc su twitter. Il resoconto di tutto l’incontro, video, interviste e foto sarà possibilie vederli sul nostro blog www.galassiareti.com.

Roma, 12 ott. (Adnkronos) – Una buona assicurazione rende la vita piu’ tranquilla. Ne sono convinti due italiani su tre. E’ quanto emerge dallo studio sulla percezione ed il vissuto degli italiani presentato dal presidente di Gpf, Monica Fabris, svolto per l’Italian Axa forum 2010. Decisiva risulta la relazione con l’intermediario fisico , se e’ vero che il 43% dichiara che cio’ che conta e’ la persona che offre l’assicurazione, non il nome della compagnia, contro il 35% del 2008.

Se da una parte cresce l’importanza della dimensione relazionale con l’assicuratore, dall’altra rimane bassa invece la fiducia nei confronti delle assicurazioni come istituzioni : dal 2008 ad oggi e’ aumentata in Italia di 4 punti la percentuale di chi non si fida delle istituzioni finanziarie (74% contro il 70% del 2008) ed il 71% del campione si dichiara scettico nei confronti delle assicurazioni.

Ulteriore contrasto emerge se si analizza la consapevolezza dei bisogni di protezione. Gli italiani sono piu’ convinti della necessita’ di assicurarsi : ben il 65% condivide l’assunto che la vita sia piu’ tranquilla con una buona assicurazione, contro il 58% del 2009 e il 52% del 2008, per quanto la fiducia risulti ancora relativamente contenuta: il 55,2% dichiara di avere almeno un’altra polizza oltre all’rc auto/moto, contro il 52,5% dello scorso anno.

”Dal dibattito e’ emerso come la relazione anche personale con il cliente sia fondamentale per ricostruire un primo livello di fiducia”, afferma l’amministratore delegato di Axa assicurazioni, Andrea Rossi. Un traguardo reso possibile da una serie di impegni reali nei quali occorre una sana concorrenza ‘al rialzo’ tra operatori : la qualita’ del servizio, l’esserci veramente quando serve, la ‘vicinanza’ nei tempi, nei modi e nei linguaggi.

Come gruppo Axa, sottolinea l’ad, ”siamo orgogliosi di essere tra i ‘fair competitor’ in questa gara al rialzo. Ad esempio, sia Axa Assicurazioni che Axa Mps hanno lanciato una carta degli impegni con la quale si impegnano a pagare per eventuali ritardi o imperfezioni su tempi di interazione con il cliente”.

Le assicurazioni, spiega l’amministratore delegato di Axa Mps, Fre’de’ric de Courtois, ”non hanno generato la crisi globale, ma continuiamo come settore a non essere percepiti come un volano di sviluppo e come pilastro del welfare globale. Noi siamo un pezzo del nuovo welfare e proprio a partire da questa fase di incertezza potremo contribuire a ridisegnare il nostro ruolo. E’ anche nostra responsabilita’ far capire che e’ meglio per un paese avere un settore assicurativo su cui aver fiducia, forte, efficace, trasparente e amato che debole e disprezzato”.

Accanto ai dati sul vissuto degli italiani ci sono i risultati di uno studio svolto da Luigi Guiso, professore presso l’Istituto universitario europeo ed Eief, sul legame intrinseco tra il tema della fiducia e la natura stessa del business assicurativo. Una delle ragioni alla base del gap di fiducia va rintracciato nella natura intrinseca delle assicurazioni, che si basa su una promessa di denaro, mantenuta solo al verificarsi di un determinato rischio, a fronte di un esborso certo di denaro da parte del cliente, che ben si riassume nel concetto ‘incasso oggi i premi per pagare, forse, domani il sinistro’.

Il settore assicurativo appare piu’ di altri soggetto a ‘contagi’ reputazionali provenienti tanto dall’interno del comparto che dall’esterno da comparti affini. In una dimensione interna soffre degli effetti negativi di contagio per i comportamenti distorti anche di pochi nella fase della realizzazione della promessa e dei ‘fatti’. In una logica esterna soffre di un ‘effetto contagio’ dei comportamenti distorti da parte di altri comparti della finanza, come evidenziato dalla crisi.

Dalle analisi presentate emerge come cruciale una presa di responsabilita’ da parte del comparto assicurativo sul tema della fiducia. Dall’Italian Axa forum emergono alcuni primi spunti di proposta attraverso tre principali aree di intervento: una fair competition in una gara al rialzo dei servizi che gli assicuratori forniscono ai clienti; partendo dal credito di ‘fiducia relazionale’ verso la persona fisica dell’assicuratore, rafforzare parallelamente la fiducia verso l’assicurazione quale istituzione: e’ responsabilita’ del settore farsi meglio conoscere e percepire nel suo ruolo, anche dal mondo politico, attraverso un dialogo e un’azione forte e anche prevedendo anche iniziative autoregolamentari per favorire un miglioramento della reputazione e comportamenti corretti da parte di tutti; investire nella fiducia futura e sulle nuove generazioni, per colmare i gap della scarsa consapevolezza da parte dei consumatori dei nuovi bisogni di protezione: occorre ripensare a nuovi schemi di partnership pubblico privato, a partire dall’educazione delle nuove generazioni ai rischi di una societa’ in mutamento.

Fonte Adnkronos

Venerdì 15 ottobre Monica Fabris parteciperà alla tavola rotonda 3SC: Ieri, Oggi e Domani. Trent’anni di studi sulla società italiana. Ricordando Giampaolo Fabris.