Bye bye Palazzo Grazioli #bbPG

On 21 giugno 2011, in Eventi, by admin

Diciamo che è cominciato in Tunisia, e poi in Egitto e in Libia, Siria e pure in Iran. Quindi da noi, con i pastori di Cagliari, i tartassati di Equitalia, i silenti dell’Inps, i quorumisti del più imprevedibile, e dunque irriverente, risultato referendario dell’era secondo-repubblicana. Cambiamenti sostanziali, ma di che? Di regime, di prospettiva, di potere?

Diciamo che a cambiare è il ‘chi’ (detiene il potere), il ‘come’ (si esercita il potere), il ‘perché’ (si ambisce a conquistare il potere).

Il potere è di chi decide. E chi decide oggi in Italia? L’Onu, il G8, il Fondo monetario, i mercati, il Parlamento nazionale, le Istituzioni europee, gli enti locali, la Chiesa, le organizzazioni criminali, le multinazionali? O Berlusconi?

L’Italia è il Paese con la più alta penetrazione di social network: siamo in 20 milioni su Facebook. Meno su Twitter, ma ci fionderemo presto pure lì. Sono quelli – Facebook e Twitter – i  nuovi luoghi delle decisione?

Le ultime amministrative sono state una sorpresa: perdono i partiti, gli establishment, le organizzazioni complesse. Vince la mobilitazione spontanea, la partecipazione motivata da un bisogno di cambiamento riposto (talora ingenuamente) verso quello che, formalmente almeno, è apparso il più ‘altro’ – anzi, il più ‘oltre’ dell’offerta elettorale.

Ecco, oltre: è lì che vogliamo essere. Oltre la schizofrenica inerzia dell’ultimo ventennio di “transizione”; oltre la paura, l’immobilità, la deprimente arroganza degli establishment auto-conservativi.

Vogliamo essere lì dove già l’oltre è: nelle reti della politica vera, quella connessa alla realtà, non ostile al sovvertimento delle mappe mentali. Vogliamo essere nelle reti della creatività che crea, che guarda fuori di sé, che non si parla addosso, che non si auto-celebra. Nelle reti delle imprese visionarie e coraggiose, nei network di chi fa ricerca e innovazione – all’università, nella pubblica amministrazione, nel business – per costruirlo, l’oltre, non limitarsi a declamarlo, come diritto retorico acquisto.

Vogliamo essere oltre le zavorre – non solo ideologiche – da cui ci siamo lasciati tenere a terra (troppo a lungo, ormai). Ed oltre anche i topos fisico-residenziali della vita politica, mediatica, civile nazionale. Insomma, Bye Bye Palazzo Grazioli.

Lo diciamo con (auto)-ironia ed entusiasmo. Lo diciamo insieme ai tanti con cui abbiamo incrociato il cammino nei nostri primi dieci anni; e lo diciamo con i nuovi  amici che, come noi, la strada dell’oltre, hanno già deciso di imboccarla.

Lo diciamo con tutti voi. Lo diciamo con il Bye Bye Palazzo Grazioli Twitter Party, il 30 giugno sulla Terrazza Reti.  E su twitter lo diciamo così: #bbpg

Una cosa l’abbiamo capita: alla fantasia non c’è limite. In barba a tutti i diktat della vecchia politica, perché siamo sicuri che i partiti di un tempo sarebbero inorriditi dinanzi ad immagini simili, la sfida per le Amministrative 2011 si gioca sull’originalità dei manifesti. L’immagine è tutto, ma in un senso completamente diverso da com’era stato considerato finora: l’importante è stupire, e perché no, divertire. Lo sa bene Paolo Farina, candidato al consiglio comunale di Caserta in lista con l’Udc con il pallino dell’ecologia “con il verde in testa”: e infatti se l’è messo davvero in testa, grazie al Photoshop che sul capo, al posto dei capelli (assenti) gli ha creato una natura lussureggiante e rigogliosa, con tanto di nuvolette tutt’intorno, foglie svolazzanti, cielo azzurro sopra di lui e un paio di volatili. Immaginifico.

Sempre in Campania, ma a Nocera Inferiore, non si illudono gli elettori con false promesse: “Non vi promettiamo di portare il mare a Nocera… Ma sicuramente tutto il nostro impegno!”, assicura Andrea Lupi, candidato Pdl, che per ribadire il concetto si mostra a braccia conserte e sole negli occhi con mare e spiaggia dietro di lui. Emanuele Francalanza, candidato a Ragusa già segnalato ieri, ci riprova con la rima baciata con due nuovi manifesti, segnalati ancora sulla pagina Facebook di Running, società di formazione e comunicazione politica.Dice Francalanza, chi ha seminato con lungimiranza raccoglie in abbondanza, dice in una vignetta in cui guida, in formato cartoon (tranne per l’ovale del viso) un trattore blu Pdl, mentre in un’altra guida un’auto azzurra e dice “Fermi tutti!!! Son tornato, sempre Pdl tesserato. Sentivate la mia mancanza? Bene, allora votate Francalanza!”. A Napoli il candidato Pd Francesco Nicodemo gioca con le parole e, forse alludendo ai disastri democratici all’ombra del Vesuvio,  in ultimo le primarie, dice tagliente: “paNICO DEMOcratico”. Sempre a Napoli, citazione colta per il futurista finiano Piero Cafasso che rimanda ai futuristi “originali” usando come immagine per il manifesto il quadro “Visioni simultanee” di Umberto Boccioni.  Un po’ più giù, precisamente a Salerno, Roberto Viscido, candidato nella lista Campania Libera a sostegno del Pd De Luca, vuol rassicurare gli elettori che si impegnerà per la città: e infatti si fa fotografare per il manifesto concentratissimo in una conversazione al cellulare. Ma Viscido, oltre alla politica, ha pure la passione per il cinema: e infatti dietro di lui ci sono immagini della felliniana “La dolce vita”. La chicca, poi, è la versione graphic novel, stessa foto ma in bianco e nero: davvero da cultori del genere.  Carlo Zaramella, candidato sindaco Pdl ad Este, punta sul gioco di parole per lo slogan “Este mi sta a cuore. Giacinto Marra detto Giangi, candidato a sindaco di Torino con Azzurri Italiani, ci riprova: dopo Scopiamo? … Via la vecchia politica avverte “Non sbagliare, fai centro”, dove la “o” è un bersaglio con freccetta a segno, e inaugura una serie di doppi sensi sulle “palle”, conPer cambiare… Chi le ha? , e foto in cui regge nelle mani due sfere con il simbolo della lista, immagine che usa pure per gli slogan Per cambiare bisogna averle” e Politicamente equilibrato”. La fantasia sarà premiata? Il giudizio agli elettori.

Le rivolte in Nord Africa, il ruolo dei social network, la guerra in Libia e la politica estera italiana. Per il suo consueto appuntamento “Un caffè con…” Reti ha ospitato stamattina l’on. Stefania Craxi, Sottosegretario agli Esteri. Introdotta da Claudio Velardi, fondatore di Reti, la Craxi ha analizzato attentamente la situazione in Nord Africa che preoccupa le tante aziende italiane che operano in quei territori, molte rappresentate stamattina a Palazzo Grazioli dai rispettivi responsabili delle relazioni istituzionali.

“I problemi nel Nord Africa erano noti a tutti, e hanno conseguenze economiche e politiche. Anche la crisi economica dei paesi occidentali ha influito molto. Ma le rivolte hanno avuto una velocità e un fragore che nessuno si aspettava” ha osservato il Sottosegretario “E’ la prima volta che un leader arabo viene destituito dal suo popolo”. I social network, continua, hanno influenzato gli avvenimenti: in Tunisia ci sono due milioni e mezzo di giovani iscritti a Facebook, su circa 10 milioni di abitanti. “Queste rivolte” ha poi detto Craxi “hanno smentito l’immaturità politica di quei popoli. Emerge poi un altro dato, che è la parziale sconfitta politica di Al Quaeda. Non abbiamo visto bruciare bandiere, la violenza predicata da quel movimento non ha trovato terreno: le rivoluzioni pacifiche in Tunisia e in Egitto hanno smosso le coscienze dei regimi e degli integralismi”. La situazione in Libia, poi, ha cambiato le carte in tavola perché c’è stato un intervento esterno “di altri paesi, cosa che finora era mancata: c’è una guerra lì, che coinvolge anche l’Italia”.

L’analisi geopolitica della zona al momento è piuttosto complessa, con l’Iran che beneficia delle difficoltà di altri paesi come l’Egitto e la Giordania dove la dinastia mantiene una certa popolarità ma iniziano le proteste. “Nello scenario nordafricano ci sono grosse responsabilità dell’Unione Europea, che non ha fatto nulla per colmare il divario tra Nord e Sud del mondo” continua il Sottosegretario “Non abbiamo ancora capito che il Mediterraneo è il futuro dell’Ue, e non ha trovato il peso politico necessario a creare la regione euromediterranea, che da sola è valutata 15,7 triliardi di dollari, più dell’America, con la possibilità di gestire grandi crisi e grandi questioni”. Terminata la prima parte dell’incontro, il “moderatore” Velardi ha dato il via al giro di domande, come sempre numerose e precise. Si è parlato ancora di Mediterraneo, di politica estera, dei timori delle aziende italiane in Nord Africa, del ruolo dei sindacati e della questione islamica.

“La nostra rete diplomatica è perfettamente in grado di assistere le nostre aziende” assicura l’onorevole “abbiamo tanti giovani  preparati, con una solida formazione economica. In tutti i paesi dell’area mediterranea siamo il primo o il secondo partner commerciale” ricorda “il governo ha messo in campo strumenti per favorire lo sviluppo. La colpa di alcuni problemi, dunque, non è solo del governo: noi italiani siamo bravissimi a fare i commercianti, meno nell’investire”. Riguardo alla politica estera, per la Craxi in Libia si è scontato un poì di imbarazzo iniziale, ma poi l’Italia, che crede all’Europa, ha scelto di allinearsi alle decisioni di Bruxelles, diversamente a quanto ha fatto la Francia.

Un ultimo sguardo allo scenario futuro: “L’Algeria è uno dei paesi che ritenevo e ritengo più a rischio, anzi mi stupisco che la situazione non sia ancora esplosa: lì c’è una classe dirigente post coloniale ingessata e una burocrazia soffocante, oltre 65 milioni di abitanti con la ricchezza del paese nelle mani di pochi. La situazione è simile, se non peggiore, a quella di paesi dove le rivolte sono già scoppiate”.

Dal 20 luglio è online la  versione beta di BranchOut una nuova applicazione di Facebook che cerca di dotare il social network più conosciuto ed utilizzato al mondo delle stesse funzioni che da molti anni svolge LinkedIn: facilitare contatti lavorativi, scrivere raccomandazioni e poter moltiplicare le opportunità lavorative di ogni singolo utente.

Il video di presentazione della nuova applicazione inizia così: “Con BranchOut puoi trasformare 500 amici in 15.000 connessioni professionali”. E’ questo il motivo del  suo successo.  Infatti, potendo sfruttare l’architettura delle amicizie di facebook (e incredibilmente anche del tuo profilo linkedIn),  nel giro di sei mesi l’applicazione, inventata da Ricky Marini, ha avuto già moltissime iscrizioni.  Quindi LinkedIn deve realmente preoccuparsi dell’esplosione di BranchOut?

LinkedIn è esploso  in rete molto prima di facebook e, anche  dopo l’esplosione del social network ideato da  Mark Zuckerberg, ha sempre mantenuto  una forte adesione da parte degli utenti   in quanto  considerato come l’unico    social network per il  “career networking” . Ce la farà quindi facebook a sdoganarsi e diventare un punto di riferimento per chi  cerca o vuole cambiare lavoro?

La sfida è iniziata e come spesso accade la competizione rappresenta il miglior modo per aumentare la qualità dei servizi e chi ci  guadagna è sicuramente l’utente.

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Roma, 22 maggio 2009

RETI, Terrazza Palazzo Grazioli – Via del Plebiscito 102 Roma  

La I edizione del Corso in New Politics, New Media ha avuto l’ambizioso obiettivo di formare la nuova figura dell’esperto in New Politics e New Media: il professionista dei social network e dei new media che sa comunicare per la politica, le istituzioni e le imprese attraverso il web 2.0. L’esperto in New Politics New Media sa fare leadership & community building,  sa creare quindi consenso attraverso gli strumenti del web 2.0.

FacebookTwitter, YouTube, solo per citare alcuni esempi, si sono rivelati strumenti eccezionali per condividere una visione politica e necessari per attivare community tematiche e generazionali.

Il workshop finale ha l’obiettivo di  far emergere l’importanza che i social network e i new media hanno per lo sviluppo di una democrazia sempre più partecipata e partecipativa. Si discuterà, attraverso la testimonianza di politici ed esperti, del ruolo che new media e social network  hanno assunto in Italia in ambito politico e istituzionale.

In occasione della conclusione della prima edizione del  corso “New politics, New media. Creare consenso per la politica, le istituzioni, le imprese”  Running e RETI promuovono il workshop dal titolo:

 All’incontro parteciperanno: 

Benedetto Della Vedova, Deputato PDL XVI legislatura

Catiuscia Marini, Eurodeputato uscente – candidata elezioni europee circoscrizione centro per il PD

Federico Berruti, Sindaco di Savona 

Modera

Massimo Micucci – Presidente Reti S.p.a 

19:30 – 20:30  

Aperitivo sulla Terrazza di Palazzo Grazioli

Per prepararsi al futuro, per incidere in politica, per acquisire competenze in comunicazione, relazioni istituzionali, leadership & community building, Running propone percorsi di formazione volti sia a preparare i professionisti della politica e delle relazioni pubbliche, sia a dotare di tecniche sempre aggiornate chi già lavora e neo laureati.

Corsi in programmazione: 

I edizione del corso “New politics, new media. Creare consenso per la politica, le istituzioni, le imprese. Obiettivo del corso, che inizierà il 6 marzo, è quello di favorire una conoscenza approfondita dei nuovi media e del web e di sviluppare le competenze necessarie ad utilizzare le opportunità che tali mezzi offrono. 

XVIII edizione del corso “Comunicazioni e Relazioni Istituzionali”. Il corso inizierà il 10 marzo e ha l’obiettivo di fornire gli strumenti del “come fare” e del “come agire” per un’efficace rappresentanza degli interessi. 

II edizione del corso “Comunicazione e Relazioni Istituzionali – Bruxelles”. Il corso inizierà il 5 marzo e per i più meritevoli, grazie al patrocinio di Eni, Poste italiane, Mps e Reti è prevista l’erogazione di borse di studio a copertura del 60% del costo complessivo del corso. 

XIV edizione del corso “Consigliere del Gruppo Parlamentare”. Il corso che inizierà il 10 marzo ha l’obiettivo di trasferire le competenze di consulenza e competenza organizzativa utili per operare all’interno delle istituzioni e dei partiti.

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Qui il blog contro il raddoppio dell'Iva

On 1 dicembre 2008, in News, by Massimo Micucci

Qui si firma la petizione contro il raddoppio dell’Iva e tutte le tasse sui contenuti qui sotto il blog

fatto da Francesca Giordani ….C’è anche un gruppo su facebook

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RunToKnow

On 12 novembre 2008, in News, by Stefano Ragugini
RunToKnow: anche a Novembre esce il report di lettura strategica del dibattito politico italiano.

Scia, cornice, scommessa: ogni fatto è interpretato per capire qual è il futuro della politica italiana.

L’idea è che “capire significa poter agire”. La politica, allora, diventa facile e divertente.

In poche parole: buona lettura!

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