Il lobbista non è un faccendiere

On 12 ottobre 2012, in Senza categoria, by admin

Prima di Tarantini, Bisignani e Lavitola, prima dei tanti tentativi di regolamentazione avanzati dalla politica italiana. Fare il lobbista è un lavoro serio. E’ la rappresentazione di interessi fatta in maniera seria, e professionale. Tutto il contrario di certe ridicole declinazioni all’italiana che finiscono all’attenzione della giustizia.

Del bisogno di professionismo di questi interlocutori la politica se n’è accorta da tempo. Il Ministero dell’Agricoltura sta lavorando a un decreto per rendere trasparente la sua interazione con le lobby, per regolare, almeno in parte, il settore applicando l’obbligo già esistente da anni di sottoporre i provvedimenti alla consultazione degli Stakeholders. Sarebbe un primo passo importante, anche alla luce delle norme contro “il traffico di influenze” che potrebbero essere inserite nel Decreto legge Anticorruzione, e che vanno ancora chiarite, perché bisogna definire i confini della legittimità di chi rappresenta ufficialmente e professionalmente interessi che debbono essere consultati.

Al di là delle evoluzioni normative che verranno, è ormai chiaro che il lobbista non è un faccendiere. Anzi. Un buon lobbista ha un patrimonio di relazioni, senza dubbio, che di per sé non costituiscono nulla di illecito, semmai è l’uso che ne se ne fa in alcuni casi a essere illegale.

Ma ha soprattutto una solida preparazione giuridica, istituzionale, economica, conosce a menadito i regolamenti parlamentari, il diritto italiano, sa la differenza tra un’interrogazione a risposta scritta e un’interpellanza urgente e sa qual è la procedura per essere auditi in commissione, sa informarsi sui lavori dell’aula. Ed è curioso, tanto, legge i giornali, parla, ascolta, si informa.

Un buon lobbista non vende fumo e non promette l’impossibile. Non promette di accontentare ogni richiesta del cliente ma lo aiuta a districarsi nella giungla della politica italiana, nell’individuazione di obiettivi possibili e possibili strategie per raggiungerlo.

Running si propone di formare questo tipo di professionista. Il suo corso “Comunicazione, Lobby e politica”, giunto alla 24sima edizione e quest’anno con un media partner d’eccezione come Spinning Politics, ha un approccio estremamente pratico, suddiviso in moduli che prevedono nozioni di carattere istituzionale, parlamentare, economico e di public affairs, in un’ottica attuale che prevede altresì l’utilizzo dei social network e dei new media quali strumenti utili per comunicare e creare consenso. Numero chiuso e alto grado di interazioni con i docenti (la maggior parte dei quali è selezionata direttamente dal mondo delle professioni) permettono a laureati e professionisti di acquisire e sviluppare competenze ed abilità specifiche. Dal 6 novembre, per 75 ore, attraverso case histories, testimonianze, laboratori, project works e simulazioni, i partecipanti saranno chiamati a mettere immediatamente in pratica quanto imparato.

Twitter e politica: in Italia cinguettiamo da poco, ma la mania sta invadendo rapidamente istituzioni, redazioni, case. E sta cambiando il nostro modo di comunicare. Per capire come, quanto e perché ne abbiamo convocato un “Caffè con…” d’eccezione, non uno ma quattro ospiti, tutti twitstar: Roberto Rao o @robertorao, deputato Udc e portavoce di Pierferdinando Casini, Roberta Maggio alias @ubimaggio, regina degli hashtag, Stefano Menichini, ovvero @smenichini, direttore del quotidiano Europa e Andrea Di Sorte (@andreadisorte), coordinatore nazionale dei Club della Libertà. In una diretta Twitter mai così vivace, come testimoniano le decine di messaggi al nostro hashtag #caffecon e le teste chine sugli smartphone dei presenti, tutti attivissimi sul social network, Massimo Micucci ha introdotto l’ormai rituale appuntamento mattutino organizzato da Reti e Running.

“Con la rete ho provato a uscire dal cono d’ombra in cui normalmente vive chi fa il portavoce. Ho trovato il modo di comunicare me stesso”, racconta Rao, che ci rivela come se ne sia poi innamorato anche il leader Udc: “Casini ormai gestisce l’account dal suo iphone, e si vede. Twitter è una grande opportunità: dà la possibilità ai politici di uscire dal palazzo, li costringe a entrare in contatto col mondo e rispondere alla gente anche a mezzanotte, anche se la platea è ancora molto elitaria”.  L’interazione, dunque, e non una fredda comunicazione dei propri impegni è l’atteggiamento giusto per un politico sulla rete: non si può, ribadisce Rao, abbandonare tutto per venti giorni e poi dire che domani si va in tv, pena il defollow di massa. Un altro vantaggio dei cinguetti? La mattina ci trovi la rassegna stampa fatta dagli utenti più attivi, anche se attenzione, non bisogna smettere di leggere i giornali o si rischia di diventare “parassiti”.

La parola a @ubimaggio, che attacca con la sua specialità: “Gli hashtag su Twitter ci danno la linea, ed è secondo me un segnale importante che ci sia, ogni giorno, almeno un tema politico”. E poi sì, belli quelli brillanti e divertenti, ma diciamoci la verità, l’hashtag è come la canzone popolare: buca quello che intercetta il sentimento comune, non necessariamente il più creativo. Una riflessione sui numeri: negli ultimi tempi l’Italia si è accorta di Twitter, e con la crisi politica e l’arrivo dei vip è diventato più pop. Inutile storcere il naso: “Sono più apocalittica che integrata, non credo che Twitter sostituisca Facebook così come non credo che l’arrivo in massa di nuovi utenti sia necessariamente un male”. Il vantaggio indubbio del social network è, comunque, la trasparenza: su Twitter si vede subito se scrive il politico o il suo staff.

“Twitter sta diventando un flusso essenziale da seguire nell’arco della giornata”, attacca Stefano Menichini, che però puntualizza: una lettura critica del mezzo dimostra che l‘hardware è ancora quello tradizionale, cioè spesso si appoggia su agenzie di stampa e tv all news. Qual è allora il vantaggio? “L’informazione arricchita da commento diventa subito flusso d’opinione”, dice il direttore di Europa. E come si pone un giornalista riguardo al cinguettio? Conta molto la credibilità professionale acquisita e l’esposizione personale. “La novità è che ci sono giornalisti che decidono quali temi del quotidiano devono finire sulla rete e come seguirli durante il loro sviluppo”. E per quanto riguarda la politica? Un esempio del rapporto innovativo che ha con Twitter è l’elezione del sindaco di Milano con il “vento” che ha sospinto Pisapia, ma attenzione che la mobilitazione reale nel paese non può essere supplita da quella su Twitter, come dimostra il flop di #occupyscampia.

Andrea Di Sorte lo ammette subito: il Pdl è in netto ritardo, rispetto ad altri partiti, sulla presenza nei social netowrk: colpa di una cifra originaria, risalente alla discesa in campo di Berlusconi, che li porta a privilegiare tv e giornali. “Twitter lo usiamo come termometro e strumento di comunicazione”, spiega, elencando quali sono invece, per lui, i vantaggi del mezzo: innanzitutto il contatto diretto con il politico, che qui è costretto a risponderti, mentre magari la mail della Camera non la legge nemmeno. “Su Twitter è nato per gioco “formattiamo il Pdl” che ha creato un certo movimento all’interno del partito”.

Numerosi e appassionati gli interventi dei presenti, per lo più comunicatori nei partiti, nelle aziende e nelle istituzioni. Si invita a riflettere sul fatto che “la gente usa ancora Google e Facebook per informarsi, per cui nel parlare di Twitter bisognerebbe tener presenti i numeri reali”. E il media editor Idv ci rivela che “capita che Di Pietro twitta direttamente e ci smonti la linea che avevamo impostato noi dello staff”. Altri leader, invece, non sono online e tutto sommato non è un male: Berlusconi e Fini appartengono ad altre generazioni, su Twitter non ci stanno bene. “Tra l’altro preferisco che i politici siano impegnati  a governare”, osserva Menichini, mentre Rao sottolinea che la presenza social non è tutto, ma una gamba del tavolo importante, che può essere utile come “spot” per un programma elettorale. Le potenzialità, insomma, sono tante: grazie alle sentinelle della rete è stato preparato un emendamento che ha bloccato il cosiddetto SOPA italiano. “Attenzione, non abbiamo ancora visto come si comporta la politica con Twitter in campagna elettorale”, avvisa Roberta Maggio. E Menichini rimarca: “Ci rendiamo conto che Twitter è solo una conversazione, con gli stessi rischi di degenerare e creare polemiche?” Poi avvisa ancora: “La rappresentazione della realtà che i giornali prendono da internet diventa una realtà a sua volta, è come per la tv”.

La «crisi della comunicazione politica» alimentata dal processo di «mediatizzazione», oltre a rappresentare una sfida per le democrazie contemporanee ha forse raggiunto un punto di non ritorno. L’ipotetica fase di «declino della mediatizzazione» non riguarda tanto il rapporto di stretta complementarietà tra media e politica, quanto il diverso equilibrio che sta assumendo oggi l’ecosistema dei media (tradizionale e new) e le nuove forme di relazionalità e comunicazione politica che al suo interno stanno emergendo. Da una parte, assistiamo infatti al diffondersi delle piattaforme interattive 2.0, potenzialmente in grado di consentire al pubblico della comunicazione politica un «affrancamento» dal semplice ruolo di spettatore-destinatario. Dall’altra, si possono individuare alcune trasformazioni profonde indotte dall’attuale rapporto di complementarietà tra televisione e politica. Le tecnologie 2.0 possono consentire ai politici, sia nazionali che locali, di oltrepassare i canali tradizionali e ai cittadini di esprimere in prima persona – attraverso i blog e i social network – la propria opinione e di condividerla con altri. Si può parlare di partecipazione attiva degli utenti/elettori, di apertura alla condivisione, alla collaborazione e alla conversazione: elementi che hanno, appunto, stravolto il tradizionale rapporto unidirezionale che si instaurava tra  il politico e il cittadino. Le stesse elezioni amministrative della scorsa settimana hanno evidenziato l’importanza che i social network hanno nella comunicazione politica. “La lotta politica non si farà più tra destra e sinistra ma tra chi guarda la tv senza una risposta e chi accede alla Rete con una informazione molto più completa e che ognuno può gestire e alimentare” (De Kerchove, 2005).

Si parlerà del rapporto tra media e politica in occasione della presentazione del volume “Le Reti della Comunicazione Politica fra televisioni e social network”, acura di Alberto Marinelli e Elisabetta Cioni, che si terrà giovedì 26 maggio alle ore 18:30 presso RetiPalazzo Grazioli, via del Plebiscito 102, Roma. Sarà l’occasione per  presentare  anche i recenti lavori di Stefano Epifani ed Alessio Fofi. All’incontro, che sarà possibile seguire su twitter #socialpolitic e in diretta streaming interverranno anche Dino Amenduni di proforma, Piermario Tedeschi di 77Agency, Alessio Jacona di info, Alessandro Gilioli de l’Espresso, Francesco Verducci Dipartimento Cultura e Informazione PD, Antonio Palmieri, Comunicazione PDL, Lorenza Parisi e Rossella Rega de l’Università La Sapienza.

Appuntamenti Settimanali

On 13 dicembre 2010, in Eventi, by Stefano Ragugini

Lunedì 13 dicembre

  • Milano, via Romagnosi 8, ore 9. XVI rapporto sulle migrazioni 2010
  • Milano, Corso Buenos Aires 3. La presentazione di progetti per l’ottenimento dei certificati bianchi. Organizzato da Fire
  • Roma, Camera dei Deputati, Sala delle Colonne Palazzo Marini (14.00 – 19.30). Iniziativa sul tema La prevenzione negli ambienti di lavoro: le sfide operative organizzato dall’Osservatorio Nazionale Permanente sulla Sicurezza
  • Roma, Camera dei Deputati, Sala Mercede Palazzo Marini (18.00 – 20.00). Presentazione del libro Energia: la follia mondiale di Carlo Andrea Bollino promossa dal Gruppo UDC

Martedì 14 dicembre

  • Roma, via Veneto 89, ore 8.30. Verso il nuovo programma nucleare italiano. Organizzato da AIN. Partecipano: Enzo Gatta, Presidente AIN; Stefano Saglia, Sottosegretario di Stato; Rosaria Fausta Romano, Direttore generale energia nucleare, energie rinnovabili ed efficienza energetica, Mise; Renato Angelo Ricci, Presidente onorario AIN; Giovanni Lelli, Commissario ENEA; Federico Colosi, Direttore generale del Forum Nucleare Italiano; Giuseppe Nucci, Amministratore delegato Sogin; Francesco De Falco, Amministratore delegato Sviluppo Nucleare Italia; Luigi De Paoli, Università Bocconi; Giuseppe Zollino, Università di Padova
  • Roma, Camera dei Deputati, Sala delle Conferenze Palazzo Marini  (16.00 – 20.00). Convegno sul tema Medicina del futuro, terapie integrative e terapie alternative promosso dal Gruppo Popolo della Libertà
  • Roma, Camera dei Deputati, Sala del Cenacolo (10.30 – 13.00). Presentazione del Rapporto 2010 sulla finanza locale in Italia promossa da Rocco Buttiglione – Vicepresidente della Camera dei deputati
  • Roma, Camera dei Deputati, Sala del Refettorio (9.30 – 17.30). Convegno sul tema Ventennale SUNAS. Esperienze ed impegni: tutela, promozione della professione e sviluppo dei servizi alla persona promosso dal Gruppo Partito Democratico

Mercoledì 15 dicembre

  • Roma, Camera dei Deputati, Sala delle Conferenze Palazzo Marini  (9.00 – 18.00). Convegno sul tema Un mondo di conoscenza al di là del già noto promosso dal Gruppo Misto.
  • Roma, Camera dei Deputati, Sala delle Colonne Palazzo Marini (10.00 – 15.30). Assemblea dei soci dell’Associazione degli ex parlamentari della Repubblica.
  • Roma, Camera dei Deputati, Sala delle Colonne Palazzo Marini (18.00 – 20.00). Presentazione del libro Svizzera in treno. Viaggio slow lungo le ferrovie panoramiche di montagna di Paolo Gianfelici e Elvira D’Ippoliti promossa dal Gruppo Partito Democratico
  • Roma, Camera dei Deputati, Sala del Cenacolo e Sala della Sacrestia (15.00 – 19.00) Convegno sul tema Donne e P.A.: il management femminile come risorsa nel settore pubblico e nel settore privato promosso dal Gruppo Misto.
  • Roma, Camera dei Deputati, Sala del Mappamondo (18.30). Convegno sul tema La riforma della politica agricola comune dopo il 2013 promosso da Paolo Russo – Presidente della Commissione Agricoltura

Giovedì 16 dicembre 2010

  • Roma, Piazza della Minerva 38. La mobilità a gas naturale e biometano: a rischio l’opzione vincente per l’Italia. Organizzato da NGV System Italia, Gruppo Italia Energia
  • Milano, Via. R. Rubattino 54, ore 14.30. Profili e prospettive dell’industria italiana delle rinnovabili. Organizzato da Gse.
  • Roma, Camera dei Deputati, Sala delle Conferenze Palazzo Marini (14.00 – 18.00) Convegno sul tema Il nuovo Codice della Strada: luci ed ombre  promosso dal Gruppo Partito Democratico.
  • Roma, Camera dei Deputati, Sala Mercede Palazzo Marini (9.30 – 13.00). Iniziativa sul tema Governance della scuola e sviluppo della professione docente organizzata dall’Associazione nazionale docenti.
  • Roma, Camera dei Deputati, Sala del Cenacolo (16.00 – 19.00). Iniziativa sul tema Per un sistema di regole elettorali Women Friendly promossa da Rosy Bindi – Vicepresidente della Camera dei deputati.
  • Roma, Camera dei Deputati. Sala del Refettorio (10.00 – 14.00). Convegno sul tema Democrazia Trasparente. Costituzionalizzare la partecipazione promosso dal Gruppo Futuro e Libertà per l’Italia.

Venerdì 17 dicembre 2010

  • Roma, Camera dei Deputati, Sala delle Conferenze Palazzo Marini (8.30 – 19.00). Convegno sul tema Adolescenze devianti, psicopatologia e percorsi giuridici organizzata dall’Associazione italiana psicologia giuridica.

Dai Gianfranco, mettici più cuore.

On 26 novembre 2010, in Media and new media, News, by Stefano Ragugini

Dallo sdoganamento di Berlusconi che lo indicò come possibile sindaco di Roma alla costruzione di una nuova immagine per proporsi come leader di un nuovo centrodestra. Claudio Velardi su Panorama parla dell’immagine di Gianfranco Fini, analizzando punti di forza e di debolezza dei  suoi ultimi 5 discorsi pubblici. L’articolo termina con un consiglio “… c’è un organo che si chiama cuore. Provi a metterlo in campo, se ci riesce, è l’unica arma sempre vincente”.

E  per voi  Fini è più capo tribù o futurista pop?

Terrazza Reti: Persone che si incontrano

On 28 aprile 2010, in Running, by Stefano Ragugini

Oggi a Reti si è parlato di comunicazione politica e web con Claudio Velardi, Mario Rodriguez, Edoardo Novelli,  Gianpiero Gamaleri, Paolo Guarino, Marco Marturano, Antonio Sofi

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Roma, 22 maggio 2009

RETI, Terrazza Palazzo Grazioli – Via del Plebiscito 102 Roma  

La I edizione del Corso in New Politics, New Media ha avuto l’ambizioso obiettivo di formare la nuova figura dell’esperto in New Politics e New Media: il professionista dei social network e dei new media che sa comunicare per la politica, le istituzioni e le imprese attraverso il web 2.0. L’esperto in New Politics New Media sa fare leadership & community building,  sa creare quindi consenso attraverso gli strumenti del web 2.0.

FacebookTwitter, YouTube, solo per citare alcuni esempi, si sono rivelati strumenti eccezionali per condividere una visione politica e necessari per attivare community tematiche e generazionali.

Il workshop finale ha l’obiettivo di  far emergere l’importanza che i social network e i new media hanno per lo sviluppo di una democrazia sempre più partecipata e partecipativa. Si discuterà, attraverso la testimonianza di politici ed esperti, del ruolo che new media e social network  hanno assunto in Italia in ambito politico e istituzionale.

In occasione della conclusione della prima edizione del  corso “New politics, New media. Creare consenso per la politica, le istituzioni, le imprese”  Running e RETI promuovono il workshop dal titolo:

 All’incontro parteciperanno: 

Benedetto Della Vedova, Deputato PDL XVI legislatura

Catiuscia Marini, Eurodeputato uscente – candidata elezioni europee circoscrizione centro per il PD

Federico Berruti, Sindaco di Savona 

Modera

Massimo Micucci – Presidente Reti S.p.a 

19:30 – 20:30  

Aperitivo sulla Terrazza di Palazzo Grazioli