Un caffè con… Mike Hammer: le foto

On 28 giugno 2012, in Senza categoria, by Stefano Ragugini

Mike Hammer

Assistant Secretary BUREAU OF PUBLIC AFFAIRS

Mike Hammer was sworn in as the Assistant Secretary of State for Public Affairs on March 30, 2012. Previously, Mike served as Acting Assistant Secretary for Public Affairs since March 13, 2011 and as Principal Deputy Assistant Secretary for Public Affairs before that. Prior to the Bureau of Public Affairs, Mike served at the White House as special assistant to the President, Senior Director for Press and Communications, and National Security Council Spokesman from January 2009-January 2011. He previously served at the National Security Council as Deputy Spokesman from 1999-2000 and Director of Andean Affairs from 2000-2001. Mike Hammer is a career member of the U.S. Senior Foreign Service and entered the diplomatic corps in 1988. He has served abroad in Bolivia, Norway, Iceland and Denmark. In the Department, Mike has served in the Operations Centerand as special assistant to the Under Secretary for Political Affairs. He has received several awards in his career, including the Department’s Edward R. Murrow Award for Excellence in Public Diplomacy. Mike earned a bachelor’s degree from Georgetown University’s School of Foreign Service and master’s degrees from theFletcher School of Law and Diplomacy at Tufts University and from the National War College at the National Defense University. Mike grew up in Latin America, living in Honduras, El Salvador, Colombia, Venezuela, and Brazil. Mike is fluent inSpanish and speaks French and Icelandic.


Anna Paola Concia, parlamentare eterodossa del Partito Democratico, ex atleta, ex manager sportivo (è stata, tra l’altro, dirigente degli Internazionali di Tennis), non ha  dubbi su cosa significhi sport: il 3% del Pil italiano.

Lo sport è il dominio per eccellenza delle politiche pubbliche: è politica sociale, è politica sanitaria ed è politica economica. Eppure – è l’amara constatazione della deputata piddina – sembra che alla politica non importi granché. La politica, anzi – soprattutto a sinistra – mantiene da sempre un rapporto bipolare (nel senso di schizofrenico) con lo sport, ed il calcio in particolare: lo snobbano senza rendersi conto che, intanto, a Palazzo Chigi è arrivato il Presidente  del Milan.

Ma non è solo un problema di gauche caviar: la politica italiana (all’estero non è affatto così) non riesce proprio a vedere nello sport un’opportunità per razionalizzare la spesa della salute ad esempio, migliorare l’educazione scolastica, favorire forme di socializzazione sane tra adolescenti e, in definitiva, creare opportunità per le imprese. Ovvero fare dello sport – tutto, non solo del calcio – un asset economico nazionale.

Il peso economico dello sport, d’altronde, è già da tempo materia di studio accademico. Il prof Ruta coordina il FIFA Master in management sportivo alla Bocconi di Milano – spiega al Caffè con…Ebbene, dice, abbiamo nel Paese le risorse per formare nuovi e attuali dirigenti dello sport, ma il sistema sportivo italiano potrebbe essere più ricettivo e propositivo. Di che stupirsi, quindi? L’onorevole Concia, anzi, rilancia: i primi a cui bisognerebbe insegnare management sportivo – dice – sono i presidenti delle squadre di calcio.

Altra questione sollevata dai partecipanti: ma perché gli atleti nazionali sono praticamente tutti membri delle forze dell’Ordine? Beh – constata Concia – perché l’Arma garantisce loro un lavoro. All’estero non è così. D’altronde, all’estero, non ci sarebbe neppure stato bisogno di organizzare un Caffè con…per sottolineare la crucialità economico-sociale dell’industria sportiva: sarebbe stata pleonastico.

Twitter @kuliscioff

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Un caffè con Giancluca Comin

On 12 marzo 2012, in Energia, un caffè con, by Stefano Ragugini

Lo sviluppo di una rete di relazioni umane e professionali è il valore aggiunto della consulenza di Reti.

Per questo nasce un “Un Caffè con…” .

“Un caffè con…”: conversazioni aperte e informali, dinanzi ad un caffè e ad un buon ciambellone, con un ospite prestigioso e 20 invitati.

Come sempre, l’incontro comincia alle 8.30 del mattino (in punto!). Si apre con uno speech di 15-20 minuti di un ospite proveniente dal mondo delle istituzioni, della politica, del giornalismo, dell’accademia, dell’impresa; successivamente i partecipanti condividono brevi domande, spunti di riflessione e di analisi, cui l’ospite replica. Alle 9.30, con analoga ferrea puntualità, ci si saluta. Magari non sempre con le idee più chiare, ma (questo è garantito) avendo partecipato ad una discussione interessante e stimolante con interlocutori di livello.

Mercoledì 14 marzo sarà nostro ospite Gianluca Comin, Direttore delle Relazioni Esterne Enel e autore del libro “2030 La tempesta perfetta.

Partendo da un’analisi delle grandi sfide che attendono l’umanità da qui al 2030 – cambiamento climatico, sovrappopolazione, migrazioni, questione energetica – cercheremo di identificare le possibili risposte: innovazione tecnologia, una governance internazionale più efficace, comportamenti individuali più sostenibili. E una comunicazione responsabile e trasparente, che costituisca il fattore abilitante dei cambiamenti necessari.

Per seguire la diretta e fare delle domande cercaci su twitter #caffecon.

“Un caffè con…” su linkedin, ti aspettiamo.

Liberalizzazioni, il tema che ha infiammato l’Italia: ma a guardar bene questo governo non vuol sentir parlare di liberalizzare nemmeno per sbaglio. Ne è convinto il senatore Nicola Rossi, presidente dell’Istituto Bruno Leoni, ospite del consueto appuntamento settimanale con il “Caffè con…” organizzato da Reti e Running e come al solito trasmesso in diretta twitter con l’hashtag #caffecon.

Introdotto da Claudio Velardi, il senatore è andato subito dritto al punto, esaminando le criticità del decreto, a partire dall’enorme debolezza rappresentata dalla genericità dell’articolo 1. Pesano, poi, le grandi assenze: come poste e ferrovie, ad esempio, cui non si fa cenno. “Per questo governo la parola privatizzazione è un tabù”, accusa Rossi, che poi affronta il tema dell’articolo 18: “La sua rilevanza risiede nella liberalità del rapporto tra privati, in cui lo Stato interviene per tutelare il contraente debole. Pubblicizzare il rapporto tra privati – continua – è il vizio dell’articolo 18, e analogo vizio si trova nel decreto”. Per quanto riguarda le professioni, continua il presidente dell’Istituto Leoni, stiamo qui a discuterne ancora perché, evidentemente, la modalità di regolarizzazione del mercato non funziona. Eppure lo Stato continua a pianificare quanti notai o quante farmacie ci devono essere, forse il problema sta lì: “Perché un laureato in farmacia che vuole aprirne una non può? Facciamoglielo fare, se poi è di troppo sarà il mercato a dirlo facendolo fallire”. Resta, poi, un’altra grande inquietudine, poiché il provvedimento è contraddittorio, per cui il Parlamento ha campo libero e sfrutterà questa debolezza. Riuscirà il Governo Monti, sostenuto da una maggioranza ampia, eterogenea e quindi portatrice di interessi molto diversi, a resistere all’assalto?. La verità, sostiene Rossi, è che a dicembre il Parlamento avrebbe votato tutto, ora è molto più difficile.

Puntali e come sempre numerose le domande degli ospiti, tutti appartenenti al mondo delle aziende, dell’industria, del giornalismo, della consulenza, cui Rossi ha risposto offrendo nuovi spunti, come la sua idea di presentare un emendamento per abolire il limite d’età per la creazione di Srl con un euro, oggi riservate ai giovani. E ancora ci si interroga, prendendo spunto dall’osservazione di un ospite che fa notare come il commercio sia, alla fine, l’unico settore liberalizzato: “Gli altri creano dei ‘campioni nazionali’ e noi invece apriamo il mercato? Alcune grandi catene stanno uscendo, non entrando dall’Italia. Noi dovremmo cercare grandi imprese in grado di fare alleanze con altri paesi per diventare campioni sul mercato, si potrebbe puntare alla grande distribuzione se le coop capissero”. Un passaggio anche sul settore ferroviario, dove “la paura della ristrutturazione pesa tanto dal punto di vista sindacale”, e sui servizi pubblici: “Non c’è logica economica nelle partecipazioni di enti statali ai servizi pubblici, bisogna puntare a privatizzazione. Che il gestore sia il proprietario”. Infine, la questione Rai: “Il canone, qualsiasi cosa dica la pubblicità, non è un tributo dovuto. Non lo è affatto”.

L’ora stabilita è passata: caffè, l’immancabile ciambellone, e l’appuntamento è rinnovato a mercoledì prossimo, per parlare di Twitter e politica.

Un caffé con…Emma Bonino

On 16 gennaio 2012, in Senza categoria, by Stefano Ragugini

Lo sviluppo di una rete di relazioni umane e professionali è il valore aggiunto della consulenza di Reti.

Per questo nasce un “Un Caffè con…” .

Un caffè con…”: conversazioni aperte e informali, dinanzi ad un caffè e ad un buon ciambellone, con un ospite prestigioso e 20 invitati.

Come sempre, l’incontro comincia alle 8.30 del mattino (in punto!). Si apre con uno speech di 15-20 minuti di un ospite proveniente dal mondo delle istituzioni, della politica, del giornalismo, dell’accademia, dell’impresa; successivamente i partecipanti condividono brevi domande, spunti di riflessione e di analisi, cui l’ospite replica. Alle 9.30, con analoga ferrea puntualità, ci si saluta. Magari non sempre con le idee più chiare, ma (questo è garantito) avendo partecipato ad una discussione interessante e stimolante con interlocutori di livello.

Mercoledì 18 gennaio p.v. sarà nostro ospite Emma Bonino. Si parlerà di liberalizzazioni e Europa.

Vuoi seguire la diretta  e fare delle domande? Cercaci su twitter: #caffecon

E’ nato anche il gruppo “Un caffè con…” su linkedin, ti aspettiamo.

È stata la settimana che ha sconvolto la politica italiana. Scenari? Difficile prevederli. Quel che è certo è che siamo in un momento in cui le decisioni ‘sovrane’ non sono più nella disponibilità democratica. L’Europa? Abbiamo demonizzato quelli che, nel vivo della retorica integrazionista, osservavano con sospetto la creazione di una moneta unica non supportata da una reale unicità politica. Ed ora che quella moneta rotola via…

Un’introduzione ‘anodina’, quella di Pierluigi Battista, ospite di Reti ad un partecipatissimo Caffè condedicato all’analisi degli scenari aperti dalla nascita del governo tecnico guidato da Mario Monti.

Non ha senso – è il ragionamento di Battista – definire quello di Monti un governo privo di legittimità democratica. Ha senso invece valutare lo stato generale della democrazia nazionale nella cornice di una sovra-statualità tecnocratica quale è quella oggi incarnata dalle istituzioni comuni. Il fatto è che – osserva l’editorialista del Corriere della SeraMonti, cioè l’Italia, non ha altra scelta se non quella di realizzare il programma definito nella famosa lettera della Bce, e farlo subito. Alternativa non c’è, se non il disastro.

In uno scenario siffatto, quello della politica appare solo uno stucchevole teatrino nel quale i vari attori sulla scena pretendono di incidere su scelte inrealtà già compiute: altrove. Il problema – sottoline infatti Battista – è che l’Italia tutta è in forte deficit di credibilità. Il problema cioè non è mai stato solo Berlusconi, come non lo è mai stata la legge elettorale ‘porcata’. A che serve quindi appassionarsi a questo o quel modello istituzionalo, a questa o quella soluzione politica facendone una sorte di terapia miracolosa per tutti i mali sistemici che affliggono il nostro paese, quando sono in realtà i comportamenti a fare la differenza. Ed i comportamenti – dei singoli partiti, dei singoli esponenti della classe dirigente – non sono le leggi che li definiscono.

A questo punto, allora, o la scelta istituzionale shock di dare vita ad un esecutivo tecnico viene seguita da un set di azioni altrettanto shockanti per il sistema, o nulla potrà più risparmiarci dal disastro.

Pessimismo realismo? Beh – osserva in conclusione Battista – dobbiamo prendere atto del fatto che il nostro potere di condizionamento sovranazionale è praticamente nullo. E forse lo è ormai anche quello dell’Europa. Il documento più illuminante di come vada il mondo adesso è stato infatti il commento dei cinesi al downgrade degli Usa. È lì, in quella bacchettata all’ex egemone imperialista ormai in caduta, che si trovano infatti le chiavi di lettura del mondo che sarà.

Come in occasione di tutti i Caffè con… è stato possibile seguire l’incontro su twitter #uncaffecon. Se vuoi sempre essere aggiornato sui nostri Caffè iscriviti al Gruppo creato appositamente su linkedin.

Stay tuned e naturalmente Buon caffè a tutti…