La politica italiana come una partita di scacchi. Antonio Polito, ospite del primo appuntamento di questa stagione del “Caffè con…” organizzato da Reti e Running, usa la metafora del gioco per spiegare la situazione attuale: Berlusconi si è ritirato nello stallo. Come se ne esce? Con la patta, ovvero lasciando stare e andando avanti fino alla fine della legislatura. Perché se per dieci mesi ci si organizza per mandare a casa il governo e non ci si riesce si rischia l’effetto contrario, sinistra avvisata. Per l’editorialista del Corriere della Sera dal 14 dicembre ad oggi stiamo vivendo una crisi virtuale, senza sbocco e con una paradossale stabilità: è la democrazia bloccata dei nostri giorni. C’è chi pensa che un potere non democratico – come la magistratura – possa aiutare: ma attenzione, ricorda il giornalista, nel ’92-’93 non ha funzionato.
Introdotto da Claudio Velardi, Polito ha avvisato i presenti: non ci sono elementi scatenanti per mandare a casa il governo, non essendoci le condizioni per un golpe interno al Pdl né per una mobilitazione civile più efficace di quella vista finora. Potrebbe il referendum, se la consulta lo approva. Ma se Berlusconi lo cavalcasse anziché avversarlo l’esito è tutt’altro che scontato. Superficiale, inoltre, l’opinione di chi vuole replicare la soluzione spagnola: qui manca la certezza sul futuro, non sappiamo nemmeno quanti schieramenti si presenteranno alle prossime elezioni, con un centro che potrebbe sdoppiarsi e la Lega che potrebbe affrancarsi dall’alleanza forte con il Pdl. E con questa legge elettorale 5 schieramenti al voto porterebbero a una maggioranza voluta da un numero esiguo di cittadini con il 55% dei seggi, costituendo un assurdo della democrazia. L’incertezza, anche a sinistra, è tra l’altro colpevolmente evidente anche sulla politica economica: nel 2005 l’Unione di Prodi era europeista e proponeva diversi nomi da candidare al ministro del Tesoro. Oggi si brancola nel buio.
All’intervento del giornalista del Corriere – che gli utenti di twitter hanno potuto seguire in diretta grazie all’hashtag #caffecon – hanno fatto seguito numerose e puntuali domande e osservazioni dei presenti, appartenenti al mondo delle professioni, della politica, delle aziende, delle associazioni di categoria, cui Polito ha risposto sottolineando come, di fatto, l’uscita di Fini dalla maggioranza l’ha messa in mano a dei ricattatori, ma ciò nonostante rimane improbabile un governo del Presidente, che avrebbe bisogno anche dei voti del Pdl. Ed è improbabile che il premier si accomodi all’uscita. La crisi di leadership, sottolineata da più parti, è per l’ex direttore del Riformista lo specchio della crisi della democrazia parlamentare rappresentativa, aggravata dal moltiplicarsi di forze politiche, media, lobby, “conversazione pubblica”. E in Italia, nella situazione attuale, una leadership non può far nulla se non cambiare: è qui, secondo Polito, il fallimento del Cavaliere, che è stato incapace di scommettere su se stesso.
Un’ultima parola per la piazza che tanto spazio e tanti dibattiti ha suscitato negli ultimi giorni: in Italia stiamo reagendo con la sindrome del padre triste. La realtà è che ci sono dei professionisti della protesta che sono entrati in azione, ma è bene sottolineare che anche le vere ragioni del movimento degli indignados, non aiutare le banche e colmare i debiti pubblici con i soldi dei cittadini, sono le stesse dei Tea Party della destra liberista americana. Ed è un dato su cui riflettere.
Reti si appresta a una doppietta: i prossimi appuntamenti con il “Caffè con”sono:
Il governo va avanti: privo di credibilità, di solidità politica, di visione e costrutto. A dispetto degli ‘attacchi della magistratura’, delle imboscate parlamentari, delle cadute della maggioranza, delle degenerazioni della piazza, Berlusconi resta perché a lui “non c’è alternativa”.
È resistenza più che stabilità. E Berlusconi resiste: ai mercati, a Confindustria, alla Chiesa, alle invero velleitarie offensive delle opposizioni. Persino ai sondaggi. Resiste ma non agisce. All’inazione politica, d’altronde, il paese è abituato.
Il dopo Berlusconi è già cominciato. Ma questo ‘dopo’ cosa ci riserverà?
Ne discutiamo domani con Antonio Polito dalle ore 8:30 a Reti.
On 30 giugno 2010,
in Eventi,
by Valentina Guerrera
Alle ore 18.00 la Terrazza Reti ospiterà Maurizio Sacconi e Gianni De Michelis, moderati da Antonio Polito, per la presentazione del libro “Dialogo a Nordest, sul futuro dell’Italia tra Europa e Mediterraneo”.
Galassia Reti mette al centro le persone e le idee: sono queste che “fanno accadere le cose” e alimentano conoscenze, informazioni, contatti.
Galassia Reti fa parlare questi mondi e li fa interagire. Qui si incontrano persone e idee: fanno network, dialogano e progettano insieme.
Reti
"Da una parte c'è il sistema: istituzioni lente, la politica distante, i media che si parlano addosso. Dall'altra c'è la società: le imprese che vogliono crescere, le associazioni e i gruppi di interesse, i cittadini spaesati.
Due mondi, due centri di attrazione gravitazionale che si allontanano progressivamente. Realtà che non si conoscono, non si incontrano, spesso non si piacciono.
Reti esiste per avvicinare questi mondi lontani e farli interagire. Con le armi della conoscenza, della comprensione, del dialogo."