La squadra è già al lavoro per presentare a ottobre il primo piano strategico nazionale del Turismo: è una notizia, ma non dovrebbe esserla, in un Paese come l’Italia che può contare su uno straordinario patrimonio artistico e naturale e teoricamente potrebbe fare del turismo la sua principale vocazione. Potrebbe, perché sebbene una città come Roma sia visitata ogni anni da milioni di persone, la sensazione è che manchi sempre qualcosa. Alzi la mano chi, andando all’estero, non ha mai pensato che altrove sanno “vendere” anche l’aria, mentre qui, dove tra mari cristallini e monumenti strabilianti c’è da far girare la testa, ben poco è davvero valorizzato.
Ci potrebbe pensare l’Enit, l’agenzia nazionale del turismo, che da qualche mese è guidata da Pier luigi Celli. Che, ospite del “Caffè con” di questa settimana, l’ormai consueto appuntamento organizzato da Reti e Running, non nasconde le difficoltà: quella dell’agenzia è una situazione “kafkiana”, come solitamente avviene nella PA. “Il 17 rivedremo la struttura, ancora farraginosa, e lavoreremo con l’ICE per la riorganizzazione uffici esteri”. L’obiettivo è fare scelte di razionalizzazione, soprattutto sui Paesi in via di sviluppo. Per lo stesso motivo si migliorerà la presenza sul web, che sarà innovativa: “Dobbiamo essere concreti, la rivista è uno strumento vecchio, mentre internet ci può aiutare ad avere una comunicazione più efficace”. Anche se poi, a fare i conti, il leitmotiv è sempre lo stesso: tanto da fare e pochi soldi.
Il piatto forte, però, è il piano strategico che avrà, assicura Celli, spese e quadro di riferimento ben definito: perché qui si tratta di decidere che turismo vogliamo, dove, su quali mercati venderlo. Serve una linea definita: perché ci sono Regioni che oggi si autopromuovono spendendo più di quanto faccia tutto il resto del Paese, o alcuni comuni che spendono cifre importanti per pubblicizzarsi in Italia, e poi all’estero nessuno sa di quei luoghi. Dobbiamo migliorare la nostra visibilità all’estero, e per farlo serve maggiore coordinazione: oggi ci sono Regioni che non si presentano proprio al tavolo con lo Stato. Preferiscono far da sé, ma spesso con risultati poco soddisfacenti. Bisogna far sistema e cambiare il sistema, conciliando cultura e turismo e puntando sull’appeal del Belpaese: il percorso è appena iniziato.

Post scriptum: Siamo alla fine di questa stagione dei “Caffè con”. Un appuntamento settimanale che si ripete da due anni, e che ha permesso a noi di Reti e ai nostri ospiti di riflettere, imparare tanto, confrontarci e instaurare nuovi rapporti. Un format che è piaciuto, al punto di essere anche copiato (e ne siamo fieri). Per questo piccolo, piccolissimo successo dobbiamo dire grazie a ventinove persone, contando solo gli ospiti di quest’anno: Antonio Polito, Augusto Valeriani, Giuseppe Castiglione, Pierluigi Battista, Stephen Anderson, Emma Bonino, Nicola Rossi, Roberto Rao, Roberta Maggio, Stefano Menichini, Andrea Di Sorte, Francesco Verbaro, Giampaolo D’Andrea, Giorgio Gori, Severino Nappi, Gianluca Comin, Paolo De Castro, Giuliano Cazzola, Federico Testa, Deborah Bergamini, Paolo Peluffo, Anna Paola Concia, Mario Valducci, Angela Napoli, Paolo Gentiloni, Andrea Romano, Filippo Bubbico, Mike Hammer, Pier Luigi Celli.
Grazie a tutti. Appuntamento a settembre, con una tazzina e una fetta di ciambellone. Alle 8.30, in punto!

L’agenda digitale è un grande sogno senza alternative: se non si fa l’Italia è fuori dalla modernità. Il Governo Monti l’ha capito e ha messo su una cabina di regia con scadenze ambiziose – la data del 30 giugno è davvero vicina – che vanno rispettate a tutti i costi. Ma la pattuglia dei “parlamentari” digitali che lavora alla legge cresce ed è multipartisan.
Ne ha parlato, nel consueto appuntamento settimanale “Un caffè con..” organizzato da Reti e Running la deputata Pdl Deborah Bergamini, vice-presidente della Commissione d’inchiesta su pirateria e contraffazione e membro della IX Commissione, nonché rappresentante italiana al Consiglio d’Europa. Introdotta da Massimo Micucci, l’onorevole ha immediatamente evidenziato che l’Italia ha un problema già dal punto di vista delle infrastrutture digitali, come l’assenza del cavo. E che sul tema dell’agenda digitale serve la massima collaborazione, sconfessando, per così dire, l’impostazione attuale di un Governo che si assume il peso delle riforme e un Parlamento chiamato a ratificare. Così, per esempio, in Commissione è stata presentata una proposta a firma Palmieri che integra quella Gentiloni, con l’obiettivo di portare un testo unico in aula per affiancare il lavoro della cabina di regia, che nel frattempo sta facendo una serie di audizioni, e a tal proposito la Bergamini anticipa che chiederà di essere ascoltata come relatrice della proposta di legge Gentiloni – Rao.
E lancia un appello affinché ci sia partecipazione alla consultazione sull’agenda digitale, così da utilizzare queste settimane per raccogliere nuovi spunti e riflessioni. “Su questo tema si misura il futuro del Paese”, dice convinta, “ci salveremo tagliando la spesa, non tassando. Digitalizzarlo serve a tagliare costi e creare efficienza, e dobbiamo farlo, partendo dalla PA”. E aggiunge: “Il modello produttivo italiano, se regge, è quello che può avvalersi meglio dello sviluppo della rete, può mettere insieme il tessuto delle imprese e tecnologia”. Per questo, suggerisce, bisogna investire in formazione ai cittadini e in start up innovative, che “hanno le carte in regola per affermarsi, ma si trovano davanti mille ostacoli”, oltre che in infrastrutture digitali.

“C’é grande volontà di andare avanti sull’agenda digitale”, assicura a beneficio degli scettici, prima di lasciare spazio alle numerose domande dei presenti, che hanno toccato anche il tema della regolamentazione della rete, “ma con l’agenda digitale non vogliamo normarla, piuttosto portarla a tutti”, assicura lei, perché la “rete deve rimanere libera”. E cita la dichiarazione dei diritti dell’uomo: “La libertà consiste nel potere di fare tutto ciò che non nuoce agli altri”.
C’è spazio anche per la questione delle “rassegne libere”, sollevata da uno dei presenti che sostiene che “schierarsi a favore delle rassegne libere significa aprire la strada al partito dei pirati in Italia”. La Bergamini non si pronuncia, ma dice soltanto che “da quando sono parlamentare e ho accesso alla rassegna della Camera – che credo essere più completa di quella disponibile sul sito – non compro più i giornali”. Alle nove e mezza la discussione si chiude, c’è tempo ancora per un caffè, una fetta di ciambellone e qualche chiacchiera.
Appuntamento martedì 24 aprile con Paolo Peluffo, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione, la comunicazione, l’editoria e il coordinamento amministrativo.

La sfida è approvare il prima possibile la Pac, la politica agricola comune europea. E licenziare entro l’estate le nuove regole sulla qualità, fortemente attese dall’Italia che dell’autenticità dei suoi prodotti fa da sempre vanto ed elemento distintivo. L’agenda setting istituzionale è stata illustrata da Paolo De Castro, parlamentare europeo e presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale, ospite stamattina del consueto appuntamento settimanale Un caffè con…”, organizzato da Reti e Running.

Introdotto come d’abitudine da Massimo Micucci, De Castro ha avviato la discussione (rilanciata come sempre in diretta su Twitter con l’hashtag #caffecon) partendo dal sistema sostanzialmente bicamerale introdotto dal Trattato di Lisbona, che cambia anche la planimetria degli stakeholders, dando maggiore spazio al ruolo degli Stati e pure quello dei portatori di interessi. Allo stesso tempo, diventa molto più attivo il ruolo dei membri della commissione competente: in quella sede le divergenze non sono politiche, ma geografiche: “ Su 85 deputati commissione agricoltura Ue solo tre sono italiani. E uno di questi parla tedesco”, specifica, aggiungendo poi che comunque è piuttosto inutile parlare, in sede europea, di “proposte italiane”. Le nuove procedure di Lisbona, continua, sono state applicate, come fosse una sorta di test, per il codice latteo-caseario. Ora si lavora al regolamento sulla qualità, che vede la scarsa sensibilità di paesi del Nord Europa: “Rischia di sparire il marchio Stg sulla pizza napoletana, che aveva richiesto tanto lavoro”, lancia l’allarme. L’altro problema è la Pac, la politica comune che vale 53 miliardi di euro e rischia di non essere approvata entro l’anno, con notevoli problemi per il settore: “Vogliamo che metta al centro l’impresa, la sicurezza alimentare, l’efficienza, l’innovazione”, spiega.

Numerose e molto precise le domande degli ospiti, tutti attivi, a vari livelli, nel settore agroalimentare. Si parte col tema della pirateria: in Europa, spiega l’eurodeputato, valgono ovviamente le regole comunitarie – che saranno rafforzate dal pacchetto qualità – mentre a livello internazionale la situazione si fa più difficile, perché contano le leggi sui marchi e dunque la “soluzione” può essere solo la stipula di accordi bilaterali che soddisfino entrambe le parti. Sollevata anche la questione della domanda alimentare che cresce a ritmi doppi rispetto all’offerta, e che porterà i prezzi delle materie prime ad aumentare ancora. “Torneremo a investire in ricerca e innovazione, da lì viene la risposta ai problemi di scarsità delle risorse”, assicura De Castro, che poi affronta il tema dell’etichettatura: in prospettiva, assicura, sarà completamente elettronica, ma bisogna studiare il modo per arrivarci evitando diseguaglianze tra Paesi. E ancora, una riflessione sul ruolo dell’Italia alla discussione in tema agroalimentare: “Dobbiamo mettere la nostra sensibilità a servizio della visione europea – conclude – altrimenti è provincialismo”.

Lo storify

Il video

Comunicazione, lobby, politica. In uno scenario nazionale ed europeo che ha registrato negli ultimi anni importanti cambiamenti, Running inaugura con il patrocinio di Ferpi un corso destinato a formare due figure sempre più richieste e complesse: il lobbista e l’assistente parlamentare. Il corso, giunto alla sua ventiduesima edizione, è la sintesi di due distinti percorsi di studio, uno per lobbisti e l’altro per assistenti parlamentari,  che hanno segnato il successo di Running, formando oltre 600 professionisti. Per l’edizione del 2011 Running, società del gruppo Reti di Claudio Velardi, Massimo Micucci e Antonio Napoli, leader nella formazione politica, si avvale del prestigioso patrocinio di Ferpi, che metterà a disposizione dei suoi iscritti più meritevoli borse di studio a copertura del 50% della quota di partecipazione.

Il corso si terrà presso la prestigiosa sede di Palazzo Grazioli: novanta ore in turni infrasettimanali dal  26 aprile fino al 5 luglio.  Al termine delle lezioni gli studenti più promettenti saranno selezionati per uno stage presso gli uffici di Reti. Il programma è articolato per una formazione a 360 gradi: introduzione sullo scenario politico ed economico italiano, approfondimento sull’assetto istituzionale per poi toccare le tematiche dell’attività di lobby e quella parlamentare, con approfondimenti sui new media e social network quali utili strumenti per creare consenso. Quindi no si parlerà solamente di lobby diretta e quindi di come si fa monitoraggio istituzionale o la mappatura dei decisori politici ma si cercherà anche di trasmettere ai discenti utili informazioni su come strutturare un’ attività di lobbying indiretta con l’utilizzo del web e dei media.

Al termine del corso lo studente avrà una conoscenza dettagliata dell’assetto istituzionale italiano ed europeo, dell’attività del Parlamento e del processo di legiferazione, dei rapporti con le Regioni e le autonomie locali. Saprà utilizzare gli strumenti a disposizione del lobbista e le metodologie per la rappresentanza di interessi, dalla lobbying diretta alle media relations. Conoscerà l’attività e il ruolo del parlamentare, e saprà curarne i rapporti con il territorio. Insegnamenti indispensabili per chi voglia intraprendere queste professioni, arricchiti da case study, simulazioni, esercitazioni e testimonianze eccellenti, anche del mondo dei professionisti iscritti a Ferpi.

“Il lobbista e l’assistente parlamentare sono le professioni del futuro, per effetto dello spappolamento di vecchie figure politiche, come i partiti”, spiega Claudio Velardi, fondatore di Reti e docente del corso. “Non essendoci più i tradizionali luoghi della rappresentanza la lobby professionale diventa indispensabile e fisiologica per la rappresentanza di interessi che non trovano i vecchi spazi in cui esprimersi. Allo stesso modo, l’assistente parlamentare è una figura che oggi deve avere una grande professionalità, perché spesso i politici, privi di quella formazione che davano i partiti, sono impreparati alla complessità degli iter legislativi e della vita parlamentare, e dunque hanno bisogno di qualcuno che sia in grado di supportare il loro lavoro”.

Il corso in “Comunicazione, lobby e politica” è a numero chiuso, destinato a massimo 18 laureati o neolaureati in discipline economico-politiche, giuridiche o comunicazione, collaboratori e funzionari politici, personale d’azienda che si occupa di relazioni esterne ed istituzionali; consulenti e liberi professionisti. Le selezioni sono già avviate, ma un’ulteriore sessione di candidatura è prevista per il prossimo 11 aprile alle ore 15:00 presso Palazzo Grazioli.

Per avere maggiori info potete visionare la brochure e consultare il sito di Running www.runningonline.it, scrivere a s.ragugini@runningonline.it o chiamare al numero 06-98232401

Un caffè con… l’On. Gianni Pittella

On 18 novembre 2010, in Senza categoria, by Stefano Ragugini

Domani mattina sarà ospite del  sesto  “Un Caffè con…”  l’On. Gianni Pittella - Vicepresidente Parlamento Europeo che  illustrerà, alle persone presenti,  i temi che segue nella sua attività quotidiana, offrendo spunti di analisi dell’attualità politica e socioeconomica con una visione europeista, in un contesto familiare e colloquiale  sorseggiando un buon caffè .  Domani si parlerà di accesso al credito per le piccole e medie imprese. A termine dell’incontro, che si terrà presso gli uffici di Reti Spa, come per gli altri caffè con, gli ospiti presenti potranno fare delle domande.

Se ti interessa l’argomento o se anche tu vuoi mandarci le tue domande puoi seguire  la diretta dell’incontro  sul twitter della GalassiaReti seguendo l’hashtag #uncaffècon.


La verità su Reti

On 16 novembre 2010, in Senza categoria, by Stefano Ragugini

Negli ultimi giorni il Sole 24ore e il Fatto quotidiano ci hanno dedicato un po’ della loro attenzione. Lo hanno fatto con grossolana malizia e con qualche sfacciata manipolazione.

Sabato scorso il Sole 24 ore ha “arrangiato” come gli pareva le cifre dei nostri bilanci, titolando: “In rosso le Reti di Velardi, 20 milioni di debiti”, dimenticando – guarda un po’ –  i 14 milioni di ricavi delle nostre società. La realtà – infatti – è che Reti ha 6 milioni (e mezzo) di debiti, come ha certificato poche settimane fa Ernst&Young. Non ci fa piacere, preferiremmo non averne di debiti. Ma, come capisce anche un giornalista, le cifre sono – come dire – un po’ diverse.
Il Fatto Quotidiano legge il pezzo e chiama Velardi. Lo ascolta, e oggi  manipola simpaticamente la lunga conversazione. Velardi dice: “Le prospettive del 2011 sono rosee” (vero!), il giornalista chiosa “ma Velardi sembra non crederci” Ancora, dice Velardi: “La politica è blindata e dunque abbiamo sempre più clienti che ci chiedono di ragionare e capire in un quadro sempre più difficile”. Il giornalista traduce “non c’è più spazio per le attività di lobbying”. Poi si parla di riorganizzazione interna. Se ne vanno in tanti, dice di suo il giornalista, facendo credere che un caro amico,Tullio Camiglieri, sia stato tra dipendenti di Reti (!?!)  e se ne sia andato perché le cose andavano male. E così via, di sciocchezza in sciocchezza.
E’ il giornalismo italiano, direte voi. L’autore del pezzo del Sole24ore è in guerra con il suo direttore per questioni aziendali e si sfoga così sul giornale: qualche tempo fa ha dato l’addio a Marchionne, potremmo considerare di buon auspicio anche le sue fantasie su Reti. Il redattore del Fatto porta un cognome importante, Feltri, ma del suo illustre collega possiede solo qualche vizio.  In sostanza, potremmo strainfischiarcene. Però poi queste fesserie rimbalzano in rete, lasciano il segno, magari tra qualche mese qualcuno verrà a dirci: “Ma non avevate chiuso sommersi dai debiti?”. E quindi, con santa pazienza, è il caso di fare qualche ulteriore considerazione. Reti opera da 10 anni nel mercato della comunicazione, con un fatturato globale di oltre 50 milioni. La crisi del settore della comunicazione c’è  (ne avevamo parlato senza trucchi, qualche tempo fa,  proprio sul Sole 24 ore) ma per quel che ci riguarda le prospettive del 2011 sono davvero ottime. Per questo le banche e i partners con cui lavoriamo hanno fiducia in noi e ci accompagnano, conoscendo la realtà delle cifre, del nostro mercato e dei fatturati.
Ci sono cose di cui andiamo orgogliosi: avere inventato una attività di lobbying trasparente, un mercato in cui oggi lavorano anche quelli che a volte ci attaccano. Ci sono attività che ci hanno fatto e ci fanno sudare sette camicie (come l’aver rilevato GPF  da una società in gravissima difficoltà) ma che oggi ci danno soddisfazioni notevoli. Abbiamo inventato il Riformista, abbiamo portato Reti in Spagna, abbiamo formato oltre 3000 persone, oggi lobbisti e comunicatori di professione.
Poi ci sono state anche acquisizioni e iniziative  di minore successo: l’acquisto di Sircana e Partners, diventata poi RMA, che non ha mantenuto le promesse, il lancio di Sherpa Tv di cui è in corso la liquidazione. Queste iniziative si sono scontrate con numerose difficoltà e l’arrivo di una crisi drammatica. Perciò, dopo una crescita esponenziale, per mantenere margini di redditività, impegni  e qualità,  abbiamo ristrutturato il gruppo  e le singole aziende, avviando a chiusura le attività in perdita, riducendo drasticamente le spese (innanzitutto i compensi ai soci amministratori),  lavorando  più e meglio: un piano in cui siamo accompagnati da consulenti di primissima qualità. A  volte può accadere che qualche fornitore in attesa faccia una segnalazione ai media sperando di fare un danno, di sollecitare una pressione extralegale o un dispetto all’immagine del debitore. Ecco la genesi del pezzo del Sole24ore. Un segno dei tempi. Ma uno dei motivi di soddisfazione nel nostro modo di fare business  sta anche nel  prenderci le nostre responsabilità, non facendo mai “lobby negativa”,  “ lobby del discredito”, come qualcuno fa. Preferiamo che  qualche volta  si dica che tardiamo a pagare piuttosto che avere – come tanti – un pelaccio sullo stomaco.

E questo è tutto.

Massimo Micucci

Un Caffè con…

On 1 ottobre 2010, in Eventi, by Stefano Ragugini

un caffè con Reti ha inaugurato ieri mattina il suo “Un Caffè con…”, appuntamento che avrà una cadenza settimanale.

Un Caffè con…” consiste in una conversazione informale, dinanzi ad un caffè e ad una prima colazione, alla presenza di un ospite e di non oltre 15 persone, a porte chiuse, con una formula ad invito riservato.

La conversazione si impernia sulla presenza di un ospite illustre, proveniente dal mondo delle istituzioni, della politica, del giornalismo, dell’accademica, dell’impresa.

L’ospite ha la possibilità di illustrare i temi che segue nella sua attività quotidiana, offrendo spunti di analisi dell’attualità politica e socioeconomica, in un contesto familiare e colloquiale.

Il nostro primo ospite è stato il Consigliere Nicola D’Angelo, Commissario AGCOM.  D’Angelo ha subito colto lo spirito della iniziativa di Reti, illustrando l’agenda dell’AGCOM degli ultimi mesi e presentando le challenges che aspettano gli addetti ai lavori nei prossimi mesi. Sono stati dati alcuni interessanti spunti di analisi, derivanti dalla sua esperienza presso l’Autorità.

Oltre ad alcuni collaboratori di Reti, erano presenti dei rappresentanti di aziende tlc e alcuni esperti del mondo della comunicazione. Terminata l’introduzione dell’ospite, c’è stato lo spazio per riflessioni e domande da parte dei partecipanti all’incontro.

Aneddoto del giorno: alle 8.35 tutti i partecipanti erano diligentemente seduti per iniziare la prima colazione e ascoltare il breve speech del Professor Nicola D’Angelo. Come dire… se la mattina ha l’oro in bocca…il primo “Un Caffè con…” è iniziato facendo “luccicare”  l’orologio.

Caffè e giornali

D’Angelo (Agcom) “Entro dicembre le regole per le Ngn” –  Il Corriere delle telecomunicazioni.it

Al prossimo “Caffè con…” si parlerà di Ambiente

I cambiamenti istituzionali che hanno attraversato l’Italia negli ultimi 15 anni hanno ridisegnato poteri e funzioni delle Istituzioni operanti: dalla Riforma del titolo V al Federalismo fiscale, infatti, le Regioni, le Provincie e i Comuni stanno diventando sempre di più gli attori principali in sede decisionale. Governatori, assessori e sindaci avranno sempre un maggiore potere di indirizzo e di regolamentazione in settori strategici quali istruzione, sanità, energia, ambiente, infrastrutture.

Questi cambiamenti si ripercuotono anche sul modo di relazionarsi che le aziende, le associazioni di categoria, le no–profit hanno sia con le istituzioni italiane che europee. E’ per questo motivo che il mercato del lavoro cerca professionisti in grado di far comunicare con successo pubblico e privato: è questa la professione del lobbista, comunicatore ed esperto delle relazioni istituzionali, capace di connettere in modo trasparente ed efficace gli obiettivi del committente che rappresenta.

Running operante nel settore della formazione dei lobbisti da ormai 10 anni grazie alla collaborazione instauratasi con Reti, la principale società di lobby presente in Italia, fornisce strumenti di lavoro indispensabili per chi vuole diventare un lobbista, quali scrittura di leggi, emendamenti, analisi e studio della legge finanziaria e attraverso il monitoraggio continuo dei provvedimenti comunitari e nazionali, la mappatura dei decisori e l’elaborazione di un position paper Running permette, durante la XX edizione del corso di specializzazione in “Comunicazione e Gestione delle relazioni Istituzionali” di cimentarsi in una vera e propria esperienza di lobby che culmina con delle esercitazioni sul come costruire progetti di Public Affairs. Inoltre verranno analizzati i nuovi strumenti del web quali utili strumenti per creare consenso.

Il master, di 60 ore complessive che si svolgerà presso la prestigiosa sede di Palazzo Grazioli – Roma, inizierà il 06 aprile e terminerà il 21 maggio. Al corso oltre a neolaureati hanno partecipato professionisti, comunicatori e lobbisti  che operano in aziende ed associazioni profit e no profit.

Nella XIX edizione sono intervenuti in qualità di relatori importanti esperti del mondo istituzionale, della comunicazione, dell’economia e delle relazioni istituzionali.

Il corso costa 2.000,00 € + IVA ma sono previste delle borse di studio sino ad un raggiungimento massimo del 50% della quota di partecipazione per coloro che saranno ritenuti più meritevoli da una apposita commissione che valuterà i curricula dei partecipanti e i risultati della prova di selezione.

Per i più meritevoli Running promuove stage compatibilmente con la disponibilità delle strutture ospitanti e subordinatamente al superamento del processo di selezione presso le strutture stesse.

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