Per l’energia serve un piano di “manutenzione straordinaria”. Parola di Federico Testa, deputato Pd e responsabile energia dei democratici, che spiega: siamo passati da un sistema con un operatore solo all’avere un mercato energetico, ma ora bisogna ragionare sui meccanismi per farlo funzionare. E plaude alla separazione Snam-Eni operata dal Governo.
L’onorevole è stato ospite del consueto appuntamento settimanale “Un caffè con”, organizzato da Reti e Running. Introdotto come d’abitudine da Massimo Micucci, Testa ha affrontato la questione energetica italiana senza sottrarsi alle numerose domande dei presenti. “Ci sarebbero cose interessanti da fare ma non ci sono soldi, ci voleva un disegno organico”, dice a proposito delle scelte messe in campo dal Governo, per poi insistere sulla necessità di tagliare dalla bolletta alcune voci che niente hanno a che fare con l’energia, visto che il conto per le aziende e le famiglie italiane è sempre più caro, con gravi ripercussioni sulla competitività del sistema delle imprese e sui livelli di vita delle persone. Poi c’è il tema del gas, il cui costo è ancora troppo legato al prezzo del petrolio, sebbene, ha ribadito, l’apertura di un mercato è stata un’iniziativa assolutamente lodevole. E la strategia energetica nazionale dovrebbe sicuramente essere anche collegata ai settori della mobilità e dei trasporto.
Servono regole certe, questo è ovvio: il deputato si è detto contrario a interventi di tipo retroattivo sul sistema di incentivazione, su cui ancora molti punti devono ancora essere chiariti. E per quanto riguarda gli accumuli sono, sostiene, un’alternativa positiva, così da fornire l’energia «piatta», con continuità.“Serve un po’ di programmazione anche per le fonti non programmabili”, insiste. In ultimo, sollecita una riforma del titolo V, per rivedere la suddivisione delle competenze tra Stato e Regioni in tema di energia, questione su cui Testa ha presentato, insieme all’onorevole Mauro Libè, una proposta di legge.
Un caffè con Federico Testa
Lo sviluppo di una rete di relazioni umane e professionali è il valore aggiunto della consulenza di Reti.
Per questo nasce un “Un Caffè con…” .
“Un caffè con…”: conversazioni aperte e informali, dinanzi ad un caffè e ad un buon ciambellone, con un ospite prestigioso e 20 invitati.
Come sempre, l’incontro comincia alle 8.30 del mattino (in punto!). Si apre con uno speech di 15-20 minuti di un ospite proveniente dal mondo delle istituzioni, della politica, del giornalismo, dell’accademia, dell’impresa; successivamente i partecipanti condividono brevi domande, spunti di riflessione e di analisi, cui l’ospite replica. Alle 9.30, con analoga ferrea puntualità, ci si saluta. Magari non sempre con le idee più chiare, ma (questo è garantito) avendo partecipato ad una discussione interessante e stimolante con interlocutori di livello.
Mercoledì 4 aprile sarà nostro ospite l’On Federico Testa, Componente della X commissione Attività Produttive e Responsabile energia e servizi pubblici locali del PD con cui parleremo di strategia energetica nazionale.
Per seguire la diretta e fare delle domande cercaci su twitter #caffecon.
La riforma del Lavoro? Che sbaglio farla per decreto. Si dice deluso Giuliano Cazzola, deputato Pdl, vicepresidente della Commissione Lavoro, ospite del consueto appuntamento organizzato da Reti e Running “Un caffè con…”. Deluso dal Paese, dal suo partito, e dalla scoperta che il Governo opera sul tema seguendo luoghi comuni.
Prendi la flessibilità in entrata, per esempio. C’è l’idea comune che sia un male. E allora si lavora sulle rigidità, anziché sull’elasticità, si considerano “cattivi” gli imprenditori, e soprattutto si rende impossibile il confronto: o la pensi così o stai zitto. Altro nodo, quello dei licenziamenti, su cui per l’onorevole la posizione del Pdl è simmetrica a quelle che sono le presunte difficoltà del Pd. La soluzione alla tedesca per licenziamenti economici passerà perché ragionevole, prevede, ma attenzione: non è vero che il giudice ha libertà di scelta, per i licenziamenti disciplinari per esempio la reintegra può essere obbligatoria.
C’è poi il tema dell’apprendistato, anche qui declinato partendo dalla concezione che i datori di lavoro sono tutti cattivi: “L’imprenditore, al termine del periodo previsto, deve assumere almeno la metà degli apprendisti oppure non può più averne – sottolinea Cazzola – per cui in sostanza si è costruito uno strumento coercitivo per la stabilizzazione”. E ancora, perché il contratto a termine deve costare di più? C’è sempre un pregiudizio di flessibilità “cattiva”, quando è chiaro che il contratto forzatamente prevalente è la strada sbagliata. E il deputato cita la vedova di Marco Biagi, che pochi giorni fa ha ricordato l’idea del marito: proteggere la flessibilità, non contrastarla. Bisogna, certo, rendere la precarietà protetta: attualmente gli esodati sono tutelati da norme vigenti, che però non hanno copertura finanziaria, e il rischio è che le risorse verranno dall’innalzamento delle aliquote per disoccupazione.
“Questo Governo ha fatto e continua a fare pasticci”, decreta. Ma perché, chiedono gli ospiti, il Pdl che agli imprenditori è intimamente legato non sta loro vicino? “Il difetto che ha la mia parte politica rispetto alla sinistra è l’assenza di legami con le parti sociali”, ammette. E se la flessibilità economica post ’97 ha portato aumento dell’occupazione e crescita economica, il problema oggi è la disoccupazione. Vie d’uscita? Affrontare il tema del costo del lavoro – magari nella legge di riforma fiscale – e semplificarlo, magari con Autorità indipendenti per la certificazione dei contratti. E poi, modificare l’articolo 18: “Ormai è indispensabile”.
Unapass, Unione Nazionale Agenti Professionisti di Assicurazione, sigla un accordo di cooperazione con Adiconsum e Upi per ridurre i premi assicurativi e il costo dei sinistri.
L’accordo sarà presentato mercoledì 28 marzo, al Teatro Capranica di Roma, a partire dalle ore 9.30, in occasione della prima conferenza nazionale di Unapass alla quale interverranno, tra gli altri, Vincenzo Valentini, Capo di gabinetto del Presidente dell’Antitrust, Piero Antonelli, direttore generale dell’UPI, il segretario nazionale di Adiconsum, Pietro Giordano, Francesco Verbaro della Scuola di Alta formazione della Pubblica amministrazione.
«Sarà un confronto aperto sulle soluzioni concrete che gli agenti di assicurazione prospetteranno alle autorità per rendere realmente applicabili i propositi del legislatore e concorrerne alla realizzazione».
Così Massimo Congiu, presidente di Unapass, spiega l’iniziativa “Assicurazioni più libere, consumatori più tutelati. Come gli assicuratori renderanno più efficaci e meno care le liberalizzazioni. »
«Il nostro intento – sottolinea Congiu – è restituire agli agenti di assicurazione un ruolo attivo e propositivo a tutela dei consumatori e della libera concorrenza. Con questo accordo tra Unapass, Focus Gruppi Agenti e Adiconsum, al quale auspichiamo si aggiungano altre rappresentanze dei Consumatori – sottolinea ancora Congiu – si pongono infatti le basi per un rapporto tutto nuovo, cooperativo e mutualmente vantaggioso tra i principali stakeholder della filiera assicurativa: gli agenti e i consumatori».
L’incontro “Assicurazioni più libere, consumatori più tutelati. Come gli assicuratori renderanno più efficaci e meno care le liberalizzazioni” può esser seguito anche su twitter con #assicurazionimenocare.
Un caffè con Giuliano Cazzola
Lo sviluppo di una rete di relazioni umane e professionali è il valore aggiunto della consulenza di Reti.
Per questo nasce un “Un Caffè con…” .
“Un caffè con…”: conversazioni aperte e informali, dinanzi ad un caffè e ad un buon ciambellone, con un ospite prestigioso e 20 invitati.
Come sempre, l’incontro comincia alle 8.30 del mattino (in punto!). Si apre con uno speech di 15-20 minuti di un ospite proveniente dal mondo delle istituzioni, della politica, del giornalismo, dell’accademia, dell’impresa; successivamente i partecipanti condividono brevi domande, spunti di riflessione e di analisi, cui l’ospite replica. Alle 9.30, con analoga ferrea puntualità, ci si saluta. Magari non sempre con le idee più chiare, ma (questo è garantito) avendo partecipato ad una discussione interessante e stimolante con interlocutori di livello.
Giovedì 29 marzo sarà nostro ospite l’On Giuliano Cazzola, con cui parleremo della riforma del mercato del lavoro.
Sei interessato a partecipare all’incontro? Invia una email a s.ragugini@retionline.it
Per seguire la diretta e fare delle domande cercaci su twitter #caffecon.
Il monitoraggio nazionale e regionale
Il servizio di monitoraggio permette di costituire un osservatorio permanente sui provvedimenti e le attività in corso a livello nazionale e locale: è meglio scrivere le regole del gioco piuttosto che subirle.
La sfida è approvare il prima possibile la Pac, la politica agricola comune europea. E licenziare entro l’estate le nuove regole sulla qualità, fortemente attese dall’Italia che dell’autenticità dei suoi prodotti fa da sempre vanto ed elemento distintivo. L’agenda setting istituzionale è stata illustrata da Paolo De Castro, parlamentare europeo e presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale, ospite stamattina del consueto appuntamento settimanale “Un caffè con…”, organizzato da Reti e Running.
Introdotto come d’abitudine da Massimo Micucci, De Castro ha avviato la discussione (rilanciata come sempre in diretta su Twitter con l’hashtag #caffecon) partendo dal sistema sostanzialmente bicamerale introdotto dal Trattato di Lisbona, che cambia anche la planimetria degli stakeholders, dando maggiore spazio al ruolo degli Stati e pure quello dei portatori di interessi. Allo stesso tempo, diventa molto più attivo il ruolo dei membri della commissione competente: in quella sede le divergenze non sono politiche, ma geografiche: “ Su 85 deputati commissione agricoltura Ue solo tre sono italiani. E uno di questi parla tedesco”, specifica, aggiungendo poi che comunque è piuttosto inutile parlare, in sede europea, di “proposte italiane”. Le nuove procedure di Lisbona, continua, sono state applicate, come fosse una sorta di test, per il codice latteo-caseario. Ora si lavora al regolamento sulla qualità, che vede la scarsa sensibilità di paesi del Nord Europa: “Rischia di sparire il marchio Stg sulla pizza napoletana, che aveva richiesto tanto lavoro”, lancia l’allarme. L’altro problema è la Pac, la politica comune che vale 53 miliardi di euro e rischia di non essere approvata entro l’anno, con notevoli problemi per il settore: “Vogliamo che metta al centro l’impresa, la sicurezza alimentare, l’efficienza, l’innovazione”, spiega.
Numerose e molto precise le domande degli ospiti, tutti attivi, a vari livelli, nel settore agroalimentare. Si parte col tema della pirateria: in Europa, spiega l’eurodeputato, valgono ovviamente le regole comunitarie – che saranno rafforzate dal pacchetto qualità – mentre a livello internazionale la situazione si fa più difficile, perché contano le leggi sui marchi e dunque la “soluzione” può essere solo la stipula di accordi bilaterali che soddisfino entrambe le parti. Sollevata anche la questione della domanda alimentare che cresce a ritmi doppi rispetto all’offerta, e che porterà i prezzi delle materie prime ad aumentare ancora. “Torneremo a investire in ricerca e innovazione, da lì viene la risposta ai problemi di scarsità delle risorse”, assicura De Castro, che poi affronta il tema dell’etichettatura: in prospettiva, assicura, sarà completamente elettronica, ma bisogna studiare il modo per arrivarci evitando diseguaglianze tra Paesi. E ancora, una riflessione sul ruolo dell’Italia alla discussione in tema agroalimentare: “Dobbiamo mettere la nostra sensibilità a servizio della visione europea – conclude – altrimenti è provincialismo”.
Il video
Un caffè con Paolo De Castro
Lo sviluppo di una rete di relazioni umane e professionali è il valore aggiunto della consulenza di Reti.
Per questo nasce un “Un Caffè con…” .
“Un caffè con…”: conversazioni aperte e informali, dinanzi ad un caffè e ad un buon ciambellone, con un ospite prestigioso e 20 invitati.
Come sempre, l’incontro comincia alle 8.30 del mattino (in punto!). Si apre con uno speech di 15-20 minuti di un ospite proveniente dal mondo delle istituzioni, della politica, del giornalismo, dell’accademia, dell’impresa; successivamente i partecipanti condividono brevi domande, spunti di riflessione e di analisi, cui l’ospite replica. Alle 9.30, con analoga ferrea puntualità, ci si saluta. Magari non sempre con le idee più chiare, ma (questo è garantito) avendo partecipato ad una discussione interessante e stimolante con interlocutori di livello.
Giovedì 22 marzo sarà nostro ospite l’On Paolo De Castro, Presidente Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo con cui parleremo di sicurezza alimentare nella politica agricola europea .
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Tecnologia, governance e comunicazione ci salveranno dalla tempesta perfetta
La tempesta perfetta si abbatterà sul mondo intorno al 2030. Se non facciamo qualcosa avremo qualche problema. Ma le sfide per affrontare il cambiamento quali sono? Gianluca Comin, direttore delle relazioni esterne di Enel e ospite del consueto appuntamento settimanale di Reti e Running “Un caffè con…” ne individua tre: tecnologia, governance, comunicazione.
Introdotto da Claudio Velardi e Massimo Micucci, il past president di Ferpi, che sull’argomento ha scritto un libro intitolato, appunto, “2030 La tempesta perfetta”, parte da un presupposto: nella risposta alle sfide globali gli Stati non ce la fanno più. E in uno scenario sempre più internazionale le aziende partecipano alla costruzione delle soluzioni. E se la tecnologia più volte ha risolto i problemi dell’uomo, ora la governance deve “crescere”, coniugando le policies locali con quelle globali, che sono diventate fondamentali. Nel frattempo bisogna sopravvivere all’eccessivo populismo della politica, che ha portato a governi eletti con grandissimo consenso finiti in minoranza nel giro di pochi mesi. La veloce perdita di appeal, dunque, induce i governi a scelte populistiche, e a questo punto la comunicazione diventa fattore abilitante per convincere i cittadini. Per cui non si può assolutamente sottovalutare il cambiamento della comunicazione. Un esempio? Il caso Uganda: la rete racconta il dittatore e gli Usa decidono per l’intervento militare. O, per guardare in casa nostra, l’emergenza neve di quest’inverno, assolutamente sociale.
“I social network permettono che il cittadino arriva prima a Ferruccio De Bortoli, e alle aziende di arrivare prima al cittadino”, sottolinea Comin, introducendo immediatamente un altro tema di riflessione: se su Twitter siamo teoricamente tutti uguali, l’accountability, termine inglese che grossolanamente possiamo tradurre con credibilità, diventa fondamentale. Per la politica, per le aziende, per i media stessi, e la riprova è il fatto che spesso singoli giornalisti sono più seguiti delle testate di appartenenza.
Cambia anche il profilo di chi lavora: la professionalità della comunicazione è un tema di sempre. Oggi c’è più verticalizzazione e specializzazione, ma avverte l’uomo di Enel, alcune professioni anche in questo campo saranno sempre generaliste, perché c’è bisogno di un’ampia sensibilità per le cose. Sollecitato dagli ospiti, Comin fa le pulci al Governo: ottima la comunicazione di Monti e dei suoi, anche perché venivamo da una ‘sbornia’ da cui gli italiani avevano bisogno di riprendersi: “Il premier è un ottimo comunicatore fuori dai canoni, fa il contrario di quello che gli esperti suggerirebbero però funziona. Bisogna vedere, però, quanto l’efficacia della comunicazione del Governo sia per merito o perché i cittadini avevano bisogno di cambiare. Non dovremo aspettare molto, giusto qualche settimana”.
Un caffè con Giancluca Comin
Lo sviluppo di una rete di relazioni umane e professionali è il valore aggiunto della consulenza di Reti.
Per questo nasce un “Un Caffè con…” .
“Un caffè con…”: conversazioni aperte e informali, dinanzi ad un caffè e ad un buon ciambellone, con un ospite prestigioso e 20 invitati.
Come sempre, l’incontro comincia alle 8.30 del mattino (in punto!). Si apre con uno speech di 15-20 minuti di un ospite proveniente dal mondo delle istituzioni, della politica, del giornalismo, dell’accademia, dell’impresa; successivamente i partecipanti condividono brevi domande, spunti di riflessione e di analisi, cui l’ospite replica. Alle 9.30, con analoga ferrea puntualità, ci si saluta. Magari non sempre con le idee più chiare, ma (questo è garantito) avendo partecipato ad una discussione interessante e stimolante con interlocutori di livello.
Mercoledì 14 marzo sarà nostro ospite Gianluca Comin, Direttore delle Relazioni Esterne Enel e autore del libro “2030 La tempesta perfetta“.
Partendo da un’analisi delle grandi sfide che attendono l’umanità da qui al 2030 – cambiamento climatico, sovrappopolazione, migrazioni, questione energetica – cercheremo di identificare le possibili risposte: innovazione tecnologia, una governance internazionale più efficace, comportamenti individuali più sostenibili. E una comunicazione responsabile e trasparente, che costituisca il fattore abilitante dei cambiamenti necessari.
Per seguire la diretta e fare delle domande cercaci su twitter #caffecon.









