La sfida è approvare il prima possibile la Pac, la politica agricola comune europea. E licenziare entro l’estate le nuove regole sulla qualità, fortemente attese dall’Italia che dell’autenticità dei suoi prodotti fa da sempre vanto ed elemento distintivo. L’agenda setting istituzionale è stata illustrata da Paolo De Castro, parlamentare europeo e presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale, ospite stamattina del consueto appuntamento settimanale Un caffè con…”, organizzato da Reti e Running.

Introdotto come d’abitudine da Massimo Micucci, De Castro ha avviato la discussione (rilanciata come sempre in diretta su Twitter con l’hashtag #caffecon) partendo dal sistema sostanzialmente bicamerale introdotto dal Trattato di Lisbona, che cambia anche la planimetria degli stakeholders, dando maggiore spazio al ruolo degli Stati e pure quello dei portatori di interessi. Allo stesso tempo, diventa molto più attivo il ruolo dei membri della commissione competente: in quella sede le divergenze non sono politiche, ma geografiche: “ Su 85 deputati commissione agricoltura Ue solo tre sono italiani. E uno di questi parla tedesco”, specifica, aggiungendo poi che comunque è piuttosto inutile parlare, in sede europea, di “proposte italiane”. Le nuove procedure di Lisbona, continua, sono state applicate, come fosse una sorta di test, per il codice latteo-caseario. Ora si lavora al regolamento sulla qualità, che vede la scarsa sensibilità di paesi del Nord Europa: “Rischia di sparire il marchio Stg sulla pizza napoletana, che aveva richiesto tanto lavoro”, lancia l’allarme. L’altro problema è la Pac, la politica comune che vale 53 miliardi di euro e rischia di non essere approvata entro l’anno, con notevoli problemi per il settore: “Vogliamo che metta al centro l’impresa, la sicurezza alimentare, l’efficienza, l’innovazione”, spiega.

Numerose e molto precise le domande degli ospiti, tutti attivi, a vari livelli, nel settore agroalimentare. Si parte col tema della pirateria: in Europa, spiega l’eurodeputato, valgono ovviamente le regole comunitarie – che saranno rafforzate dal pacchetto qualità – mentre a livello internazionale la situazione si fa più difficile, perché contano le leggi sui marchi e dunque la “soluzione” può essere solo la stipula di accordi bilaterali che soddisfino entrambe le parti. Sollevata anche la questione della domanda alimentare che cresce a ritmi doppi rispetto all’offerta, e che porterà i prezzi delle materie prime ad aumentare ancora. “Torneremo a investire in ricerca e innovazione, da lì viene la risposta ai problemi di scarsità delle risorse”, assicura De Castro, che poi affronta il tema dell’etichettatura: in prospettiva, assicura, sarà completamente elettronica, ma bisogna studiare il modo per arrivarci evitando diseguaglianze tra Paesi. E ancora, una riflessione sul ruolo dell’Italia alla discussione in tema agroalimentare: “Dobbiamo mettere la nostra sensibilità a servizio della visione europea – conclude – altrimenti è provincialismo”.

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