Italia Futura sarà in campo alle prossime elezioni? Alla fine, la risposta non è chiara, anche se è evidente che l’idea c’è e dev’essere ancora strutturata. “Non è più un think tank, ma evidentemente una struttura radicata sul territorio e dunque in cerca di consenso. Ma la trasformazione in partito sarà discussa”.

Andrea Romano, direttore di Italia Futura, è semplicemente entusiasta nel parlare del progetto, e guai a indicarlo come una creatura esclusivamente di Montezemolo, indubbiamente il volto più noto ma non l’unico, perché Italia Futura è un gruppo di sviluppisti. Dice proprio così, introdotto da Claudio Velardi al “Caffè con…”, l’appuntamento settimanale di Reti e Running.
“Non soddisfatti delle etichette che ci hanno dato: non ci sentiamo moderati né conservatori, centristi men che mai. Sviluppisti sì, crediamo sia l’occasione per fare le riforme mai attuate in Italia e che si debba puntare su crescita e sviluppo, dell’industria culturale in particolar modo”, spiega, per poi riflettere sul tema dominante della stagione politica a venire che sarà quello fiscale, il ritorno alle tasse come leva di crescita (ve lo ricordate il ’92-’94?) - molto più del dibattito sulla casta o del conflitto ideologico che nemmeno esiste più.
Nel frattempo si lavora sul territorio, sono nate già 15 associazioni regionali, e circa 60mila iscritti. Romano ci dice pure che la quota associativa più bassa, per i giovani, è di circa venti euro, mentre i “benemeriti” ne pagano 15mila una tantum e diecimila tanto, finora sono circa una settantina. Così si mantiene Italia Futura mentre decide se trasformarsi o meno in un partito, e con chiaro in mente che “non siamo interessati a definire alleanze con pezzi di politica che ha già i suoi problemi”. Tutti avvisati, che questo, per riassumere, “è un tentativo di criticare democraticamente la politica”. Appunto, che pensa del governo Monti? “Sta facendo il suo dovere, il problema è che l’Italia ha perso punti di riferimento”, prendi il berlusconismo, “non l’ho mai demonizzato, è stata una grandissima esperienza. Ma è finito. E Italia Futura? “Ha del potenziale per contrastare la deriva populistica, che non è solo Grillo, e può essere distruttiva. Sarà articolata nei prossimi mesi”.
Tutte da vedere le prossime elezioni, dove ci saranno in campo forze “conservatrici” come il Pd, ancorato a una visione pessimistica della produzione, e poi un fronte da riaggregare. “Abbiamo in mente passi concreti, presenteremo un manifesto articolato per la crescita”, assicura, sottolineando “in un Paese normale non ci sarebbe stato bisogno di Italia Futura“. Ovvero, Montezemolo c’è perché i partiti – con la loro altissima mortalità – hanno fallito. Per ora, comunque, candidati del patron della Ferrari non ce ne sono, e anzi quei parlamentari che in questi mesi han provato ad avvicinare il progetto sono stati scoraggiati perché “non ci interessa fare gruppi o altro, piuttosto guardiamo con interesse a bravi amministratori locali magari stufi dei loro partiti. E in generale vogliamo coinvolgere persone che hanno dimostrato di saper far bene all’incrocio tra pubblico e privato”.
Il tempo è scaduto, ma Claudio Velardi prenota Andrea Romano per ottobre: e allora dovrà dirci cosa farà Italia Futura…

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*


È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>