In un Paese in ristagno, in un continente debole ma in apparente ripresa, l’attuale necessità è quella di non ricorrere a nuove tasse. I tagli alle spese hanno maggiormente frenato l’economia, l’austerità non si è rivelata la soluzione ad ogni male.
Il rapporto tra debito pubblico e PIL assestato, ad oggi, al 136%, l’avanzo primario accumulato negli ultimi vent’anni dall’Italia pari a 585 miliardi di euro hanno significato una tassazione maggiore, minori investimenti e minori spese correnti, riduzione dei consumi ed un conseguente consistente trasferimento di risorse dall’economia reale a quella finanziaria.
A partire da questi dati a dir poco scoraggianti, legislatori, stakeholders, manager e lobbisti iniziano in questo periodo a pensare alla legge di stabilità.
Ma, nella pratica, che cos è la legge di stabilità?
Disciplinato dall’art 81 della Costituzione, è un provvedimento di iniziativa governativa a cadenza annuale che, insieme alla legge di bilancio dello stato, fa parte della manovra di bilancio, la forma concreta nella quale vengono attuati i programmi di spesa stabiliti nel Documento di Economia e Finanza. Il disegno di legge, da presentare alle Camere entro il 15 ottobre, è volto a fissare i tetti di entrata e di spesa, determinare i saldi e stabilire anche un limite all’indebitamento pubblico, definendo il quadro di riferimento normativo, economico e finanziario per il periodo compreso nel bilancio annuale e pluriennale.
Nel corso dell’iter parlamentare il testo è suscettibile a modifiche parlamentari che, negli anni, sono arrivate anche a stravolgere notevolmente la proposta originaria del Governo. Basta pensare all’iter della scorsa legge di stabilità, durante il quale sono state presentate complessivamente circa 7.800 proposte emendative, di cui quasi 400 approvate. Alcune di queste sono state recepite in un maxiemendamento, composto da ben 749 commi, che è stato a sua volta sub-emendato.
Negli ultimi anni, soprattutto in seguito alle imposizioni europee di raggiungere il pareggio di bilancio, il dibattito politico che si va a creare intorno alla legge di bilancio è bollente. La reperibilità delle risorse necessarie, anche in conseguenza alla spending review, diventa sempre più macchinosa. La certa approvazione della legge di stabilità la rende un utile strumento per la risoluzione delle più disparate problematiche relative alla pluralità degli ambiti tematici.
È a questo punto che entra in gioco Running che ha ideato, in collaborazione con Reti Quicktop, il corso “La legge di stabilità. Come, quando e perché rappresentare gli interessi”, un corso altamente professionalizzante: 2 giorni, 2 moduli, 12 intense ore per comprendere la legge di stabilità, districarsi nella complessità dell’iter legislativo, cogliere i segreti per meglio individuare le modalità e i tempi dell’entrata in scena del lobbista.
26 e il 27 settembre, Roma.

Federica Prestinenzi e Antonella Del Prete

 

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