Lo sviluppo di una rete di relazioni umane e professionali è il valore aggiunto della consulenza di Reti.
Per questo nasce un “Un Caffè con…” .
“Un caffè con…”: conversazioni aperte e informali, dinanzi ad un caffè e ad un buon ciambellone, con un ospite prestigioso e 20 invitati.
Come sempre, l’incontro comincia alle 8.30 del mattino (in punto!). Si apre con uno speech di 15-20 minuti di un ospite proveniente dal mondo delle istituzioni, della politica, del giornalismo, dell’accademia, dell’impresa; successivamente i partecipanti condividono brevi domande, spunti di riflessione e di analisi, cui l’ospite replica. Alle 9.30, con analoga ferrea puntualità, ci si saluta. Magari non sempre con le idee più chiare, ma (questo è garantito) avendo partecipato ad una discussione interessante e stimolante con interlocutori di livello.
Mercoledì 22 febbraio sarà nostro ospite Giampaolo D’Andrea, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio – Rapporti con il Parlamento. Parleremo dei primi tre mesi del Governo Monti.
Per seguire la diretta e fare delle domande cercaci su twitter #caffecon.
E’ nato anche il gruppo “Un caffè con…” su linkedin, ti aspettiamo.
È stato siglato a Bruxelles il Fiscal Compact, il trattato voluto dai tedeschi che impone una ferrea disciplina di bilancio ai paesi dell’Eurozona. Giudicato da molti inefficace, se non addirittura sbagliato per l’eccessivo accento posto all’austerità finanziaria a scapito delle politiche pro-crescita per i paesi più in difficoltà, il provvedimento non ha ricevuto l’unanimità degli stati membri: Gran Bretagna e Repubblica Ceca si sono infatti opposte alla firma.
L’accordo entrerà in vigore solo dopo la ratifica nei dodici paesi sottoscrittori. La Francia ha tuttavia annunciato di non poter procedere prima delle prossime presidenziali e, tenuto conto che il candidato socialista all’Eliseo, François Hollande, ha dichiarato che, in caso di elezione, chiederà di rinegoziare, mentre l’Irlanda lo sottoporrà a referendum, le prospettive per una reale implementazione dell’accordo appaiono sfumare.
In sostanza, il Fiscal Compact fa, del pareggio di bilancio, la Golden Rule della finanza europea, definendo l’obbligo per i paesi sottoscrittori di iscrivere la regola nelle Costituzioni nazionali. I paesi che hanno un debito superiore al tetto fissato da Maastricht del 60% sul Pil si impegnano inoltre ad un piano di rientro pari, ogni anno, ad 1/20 della quota in eccesso.
Il vertice di Bruxelles ha poi anche dato il via libera anche al fondo salva-stati permanente, l’Esm, che dal primo luglio sostituirà l’Efsf, rinviando però a marzo la decisione sulle risorse (500 miliardi, come chiede la Germania, o gli almeno 750 come chiedono, oltre l’Italia, anche Commissione e Fmi).
L’Esm, tuttavia, nasce già viziato da handicap strutturali che lo rendono potenzialmente un boomerang finanziario: non può disporre interventi superiori a 500 miliardi, ed in ogni caso, non prima di aver ricevuto una richiesta ufficiale di aiuto da parte del Paese in difficoltà, che dovrà quindi sottoscrivere un Memorandum of understanding che lo impegna all’accettazione di condizioni severe, anche qualora il problema fosse solo una temporanea crisi di liquidità, e non di insolvenza, con il rischio così di allarmarli, i mercati, invece che tranquillizzarli.
In questa cornice europea dai contorni ancora sfumati, si conferma invece il trend positivo per il nostro paese, sia sul fronte istituzionale internazionale sia, di conseguenza, su quello finanziario: questa settimana, per la prima volta da mesi, lo spread tra Btp e Bund è sceso sotto i 400 punti mentre continua la celebrazione di Monti sulle principali testate economiche anglosassoni.
Sul piano interno, riprende il tavolo negoziale sulla riforma del lavoro tra Governo e parti sociali, accompagnato anche in questo caso da un’azione di ‘persuasione mediatica’ del Presidente del Consiglio, che in Tv definisce ‘monotono’ il posto fisso, così innescando, oltre che polemiche, un dibattito sugli obiettivi della riforma: creare occupazione. E, come hanno sottolineato poi i ministri Fornero e Passera, l’occupazione si crea anche favorendo una maggiore flessibilità in uscita, ovvero ripensando l’articolo 18. Scontata l’opposizione dei sindacati che, tuttavia, non interrompono la trattativa, tenuto anche conto del fatto che il Governo è disposto a procedere anche da solo.
Altro momento politicamente significativo della settimana è la vittoria del fronte parlamentare contrario all’emendamento Fava: l’articolo anti-pirateria proposto dal parlamentare leghista è stato infatti abrogato mercoledì durante le votazioni in Aula della Comunitaria.
Le acque della politica tuttavia sono tornate agitate. La matrice, stavolta, il caso Lusi, cioè la indebita sottrazione dalla casse del partito da parte dell’ex tesoriere della Margherita, oggi senatore Pd, di 13 milioni di euro. La vicenda sta facendo emergere gli aspetti viziosi dell’attuale legislazione sul rimborso elettorale ai partiti, così riaprendo il dibattito sulle regole del finanziamento pubblico.
Insieme alla vicenda Lusi emerge inoltre un altro caso sospetto: l’affare immobiliare del senatore Conti, del Pdl, che ha acquistato un immobile dal Fondo Omega, società gestita dalla Fimit, per conto di Intesa Sanpaolo, rivendendolo lo stesso giorno all’Enpap, l’Ente nazionale di previdenza e assistenza per gli psicologi, con un ricavo netto di 18 milioni. Nulla di penalmente rilevante ma dal punto di vista politica la questione ha acceso i fari sul possibile conflitto di interessi del protagonista della vicenda.
Sempre sul fronte politico-giudiziario, si segnala inoltre il voto contrario della Camera alla costituzione in giudizio nel conflitto di attribuzione, sollevato davanti alla Corte costituzionale, dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in seguito al no all’autorizzazione all’uso delle intercettazioni contro Nicola Cosentino, l’ex sottosegretario all’Economia del Pdl, attualmente sotto processo per concorso esterno in associazione camorristica. L’esito del voto si rivela politicamente importante in virtù della decisione della Lega di votare insieme a Pd, Idv, Api e Fli contro la costituzione in giudizio, così discostandosi dalla linea del Pdl alla quale si era invece adeguata in occasione dell’autorizzazione all’arresto.
Infine, a sorpresa la Camera dà il via libera alla norma che introduce la responsabilità civile dei magistrati, passata con l’ok dei deputati ad un emendamento alla legge comunitaria presentato dal leghista Gianluca Pini. Una norma controversa, questa: per i sostenitori non fa che recepire il pronunciamento della Corte di Giustizia Europea che ammoniva l’Italia ad introdurre il principio della responsabilità diretta del magistrato reo di colpa grave o dolo; per gli oppositori testimonia invece la ritorsione politica del partito anti-magistrati. Il testo, che vede contrario il governo, dovrà ancora passare in Senato dove, tuttavia, si attendono modifiche se non addirittura il ritiro.
Twitter fa le notizie, le diffonde, le ‘consuma’: il tutto, spesso, solo in poche ore.
Twitter rende ridicoli leader comunicativamente unfit, e trendy personaggi politici minori che, twittando – va da sé, bene – conquistano visibilità, autorevolezza e dunque peso presso i nuovi influencer: quei novelli news ed opinion maker di cui media e decisori tradizionali non sembrano ancora aver pienamente colto la capacità di conquistare, seducendola e coccolandola, l’opinione pubblica.
Twitter evolve rapidamente, rimane altro da Facebook, ma la ratio è quella: il social network aggrega e gerarchizza i temi; condiziona e influenza le opinioni. E scatena la mobilitazione attorno a campagne apparentemente elitarie – #menotaxipertutti, #fullmonti – ma in grado in realtà di proiettarsi fuori, nel mondo della decisione reale, ri-orientandone le prospettive.
Parliamo di questo il prossimo mercoledì 8 febbraio ad un Caffè con…: di Twitter e politica.
E sarà un Caffè con…speciale, non con uno, ma con quattro ospiti: Roberto Rao (@robertorao), il politico (Udc) che si è reso popolare (ed ha reso popolare il suo partito) twittando freddure, commenti, notizie – anzi ‘le’ notizie; Stefano Menichini (@smenichini), direttore del quotidiano Europa, un pioniere del twit-giornalismo, uno di quelli che risponde, re-twitta, menziona e fa pure #ff; e poi ancora Roberta Maggio (@ubimaggio), la twit-star, irresistibile generatrice di ironia nonché viralizzatrice naturale di hashtag da TT; ed infine il professionista della comunicazione politica 2.0, Andrea Di Sorte (@andreadisorte), coordinatore nazionale dei Club della Libertà.
Ruoli diversi, punti di vista diversi, uno stesso campo di gioco: la comunicazione politica nel 2.0.
Appuntamento mercoledì 8 febbraio, alle 8.30, a Reti.
Ed ovviamente su twitter #caffecon
Twitter @kuliscioff
Sul sito del Governo, sezione Dialogo con il cittadino, alla pagina Le parole dei cittadini appare quanto segue:
Si richiama l’attenzione, in particolare, alla seconda citazione, quella della bambina di due anni che, interrogata su cosa avesse visto in Tv, risponde: “nonno Mario, quello che dice le cose giuste per il futuro…”
La domanda che ci siamo posti noi è, se quella bimba non sia per caso la nipotina della Cancelliera Merkel, quella che ha visto altri, in passato, fare tante cose giuste – dalla unificazione della Germania libera alla fondazione dell’Europa – senza tuttavia averne tratto insegnamento.
















