Milano Finanza svela oggi alcune notizie sulla società Reti srl in liquidazione. Sono dati a tutti accessibili: verbali d’assemblea e giudizi del Collegio dei sindaci. Atti noti, pubblici e trasparenti che il giornale – nel suo importante scoop – riporta con un titolo capzioso e bizzarro: Reti “doveva” fallire. Non si capisce perché: se non perché – magari – così avrebbe fatto piacere a chi ha ispirato il pezzo.
Quello che è accaduto è in realtà semplice. La vecchia Reti ha dato in affitto il marchio Reti – che ha un valore ultradecennale – ad una nuova società, che ha un nuovo socio di maggioranza, e nella quale Micucci, Napoli e Velardi non svolgono funzioni di governance.
Sul mercato della lobbying e del public affairs è oggi in campo Reti-Quick Top, una start up agguerrita che svolge attività innovative, giovandosi anche delle competenze accumulate nella storia di Reti. Mentre l’altra società di proprietà Reti – Running – è in attivo e continua a svolgere la sua attività nel campo della comunicazione politica, delle relazioni istituzionali e della formazione.
La liquidazione di Reti srl procede da dicembre. Il suo liquidatore è il sottoscritto, già presidente di Reti Spa, a testimonianza del fatto che i vecchi soci di Reti si assumono tutte le loro responsabilità, e stanno facendo fronte agli impegni assunti, grazie al valore del marchio, agli asset di cui sopra, e con le risorse dei soci.
Non siamo tra quelli che si abbattono per le difficoltà economiche. Non si fa impresa se non si assumono rischi. E i rischi vale la pena affrontarli anche – forse soprattutto – in periodi drammatici come quello che viviamo.
Quindi rassicuriamo tutti, compresi i nostri stimati concorrenti largamente citati nel pezzo di MF. Siamo appassionatamente sul pezzo, e stiamo costruendo la nostra nuova avventura con un gruppo di giovani preparatissimi e determinati. Qualcosa ci dice che avrà anche più successo della precedente. Perché – sapevatelo, amici di MF e dintorni – da queste parti siamo proprio bravi.
Massimo Micucci
Anna Paola Concia, parlamentare eterodossa del Partito Democratico, ex atleta, ex manager sportivo (è stata, tra l’altro, dirigente degli Internazionali di Tennis), non ha dubbi su cosa significhi sport: il 3% del Pil italiano.
Lo sport è il dominio per eccellenza delle politiche pubbliche: è politica sociale, è politica sanitaria ed è politica economica. Eppure – è l’amara constatazione della deputata piddina – sembra che alla politica non importi granché. La politica, anzi – soprattutto a sinistra – mantiene da sempre un rapporto bipolare (nel senso di schizofrenico) con lo sport, ed il calcio in particolare: lo snobbano senza rendersi conto che, intanto, a Palazzo Chigi è arrivato il Presidente del Milan.
Ma non è solo un problema di gauche caviar: la politica italiana (all’estero non è affatto così) non riesce proprio a vedere nello sport un’opportunità per razionalizzare la spesa della salute ad esempio, migliorare l’educazione scolastica, favorire forme di socializzazione sane tra adolescenti e, in definitiva, creare opportunità per le imprese. Ovvero fare dello sport – tutto, non solo del calcio – un asset economico nazionale.
Il peso economico dello sport, d’altronde, è già da tempo materia di studio accademico. Il prof Ruta coordina il FIFA Master in management sportivo alla Bocconi di Milano – spiega al Caffè con…Ebbene, dice, abbiamo nel Paese le risorse per formare nuovi e attuali dirigenti dello sport, ma il sistema sportivo italiano potrebbe essere più ricettivo e propositivo. Di che stupirsi, quindi? L’onorevole Concia, anzi, rilancia: i primi a cui bisognerebbe insegnare management sportivo – dice – sono i presidenti delle squadre di calcio.
Altra questione sollevata dai partecipanti: ma perché gli atleti nazionali sono praticamente tutti membri delle forze dell’Ordine? Beh – constata Concia – perché l’Arma garantisce loro un lavoro. All’estero non è così. D’altronde, all’estero, non ci sarebbe neppure stato bisogno di organizzare un Caffè con…per sottolineare la crucialità economico-sociale dell’industria sportiva: sarebbe stata pleonastico.
Twitter @kuliscioff
Roma Bene Capitale, Associazione aperta di “Idee per fare” Roma come si deve, organizza il 7 maggio a Roma presso il Centro di Documentazione dei Comuni Italiani – Sala Biblioteca in via dei Prefetti 46 l’incontro CITTADINI e CITTÀ Isolarsi o partecipare?
Durante il convegno che inizierà alle ore 17:00 e terminerà alle 19:30 si parlerà di:
- Raccolta indifferenziata dei rifiuti, affissioni abusive, vandalismo, spraymania, strade impraticabili. Come restituire dignità alla vita quotidiana?
- Piste ciclabili, itinerari pedonali privilegiati, percorsi protetti per andare a scuola, al parco, ecc.; accessibilità per i diversamente abili, agevolazioni familiari per i mezzi pubblici: è davvero impossibile una mobilità sostenibile?
- Dall’analisi di bilancio alla scelta delle opere pubbliche: scegliamo insieme?
- I nuovi luoghi della creazione e dell’innovazione. Quali sono?
Il Programma
Ore 17.00
Apertura incontro
Conduce: Federico Fazzuoli, giornalista Rai
Presentazione dei temi: Arch. Sandro Polci
Ore 17.30
Interventi: “Le buone pratiche e chi le fa”
Legambiente Lazio, quale ambiente, con quali pedali? – Lorenzo Parlati
EquoRete, Network dell’Ecologia Sociale – Denise Lancia
Testaccio in Piazza, Progettazione partecipata per recuperare la Piazza – Arch. Luigi Valenza, Arch. Marco Delli Veneri
Città alessandrina: la partecipazione
Artribune – Massimiliano Tonelli
Hub Roma, Innovazione sociale e co-working – Ivan Fadini
Cooperativa Sociale “Il Cigno”, Fabio Citernesi
Ore 19.00
Una riflessione di chiusura di Serena Visintin
Il 10 e 11 maggio prossimi si terrà a Venezia al Palazzo della Biennale (Ca’ Giustinian, San Marco 1364/a) il Digital Economy Forum Content promosso dall’Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia David H. Thorne, convinto sostenitore dell’economia digitale come fattore di crescita. L’iniziativa è sponsorizzata da importanti aziende e istituzioni finanziarie: Sky, Yahoo!, Intesa Sanpaolo, Google, Casa.it, Tradedoubler, Fastweb e Cisco. Apriranno i lavori l’Ambasciatore Thorne, il Ministro Corrado Passera e Alec Ross, Senior Advisor for Innovation del Segretario di Stato Hillary Clinton.
Nell’ambito del Digital Economy Forum Content verrà approfondito il modo in cui il contenuto online possa essere utilizzato per allargare il mercato delle aziende e coinvolgere meglio i loro clienti. I nuovi protagonisti del Web racconteranno le loro esperienze, confronteranno idee e condivideranno consigli sull’uso strategico del contenuto online. Ad intervenire saranno: Evan Sharp, co-fondatore di Pinterest, Christian Hernandez, Direttore di Platform Partnerships di Facebook, Carlo D’Asaro Biondo, Presidente di EMEA, Google, Shan-Lyn Ma, CEO di Gilt Taste al Gilt Groupe, Luca Scagliarini, CEO di ADmantX, Giuseppe D’Antonio, Co-Founder/CEO, CircleMe (Cascaad), Guk Kim, fondatore di Cibando e tanti altri.
Il Digital Economy Forum Content riunisce esperti in campo digitale dall’America, Italia ed Europa, imprenditori, direttori marketing e manager IT con l’obiettivo di fare networking e di confrontare nuove idee su come le tecnologie digitali e le piattaforme online possano aiutare le aziende a crescere, raggiungere nuovi mercati e produrre innovazione.
Apriranno i lavori:
David H. Thorne - Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia
Corrado Passera – Ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e dei Trasporti
Alec Ross – Senior Advisor for Innovation del Segretario di Stato Hillary Clinton
Al termine della sessione di benvenuto i relatori incontreranno brevemente la stampa.
Ulteriori informazioni sul sito: http://www.digitaleconomyforum.it/def-content-2012/
I giornalisti interessati a partecipare all’evento sono pregati di accreditarsi presso l’ufficio stampa del Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano entro il 9 maggio prossimo alle ore 17:00 via e-mail all’indirizzo: Bettellif@state.gov o telefonando allo 02 29035 404. I giornalisti dovranno specificare per quale data intendono accreditarsi e indicare i nominativi del personale tecnico al seguito.
Al fine di espletare le procedure di sicurezza e ricevere il pass stampa i giornalisti sono pregati presentarsi al Palazzo della Biennale (Ca’ Giustinian, San Marco 1364/a) alle ore 13:45 del 10 maggio muniti di documenti d’identità.














